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Tutti gli uomini del Cyborg

18 Aug 2010 in news (ita) | questo post è lungo 554 parole

La strategia del Cyborg - Thierry Crouzet

Classifica di BookRepublic

Finite le ferie, è ancora presto per fare i primi bilanci. Abbiamo lanciato i tre titoli pilota il 30 luglio e siamo andati in vacanza, come i lettori del resto.

Ma qualche piccolo dato c'è. Certo, non sono numeri da bestseller _del New York Times_ (i lettori italiani di ebook sono ancora un manipolo di early adopter).  Però La Strategia del Cyborg oscilla tra il settimo e l'ottavo posto della classifica di BookRepublic, immediatamente dopo Jonathan Lethem.

Non è un dato che ci stupisce, sebbene Radiazione abbia emozionato molto e ottenuto diverse recensioni (ma è normale, crediamo, per un piccolo capolavoro di narrativa breve). Il saggio di Crouzet ha raccolto molto interesse perchè tocca temi trasversali alle passioni di chiunque scriva, professionalmente o da amatore, in rete e fuori. Temi che muovono da una visione finalmente laica sui contenuti generati dagli utenti nel web sociale per arrivare a ridisegnare i confini del ruolo dell'autore nella nostra società connessa.

Così, per inaugurare la linea dei post in diverse lingue per diversi pubblici, abbiamo scelto proprio il Cyborg. Che parla molto anche di blog e blogger, raccontando un'esperienza comune a tanti di noi. L'abitudine a scrivere ottenendo un feedback immediato dai nostri lettori, importantissima, diventa una routine creativa di cui difficilmente sappiamo fare a meno. Thierry Crouzet, nell'intervista a La Stampa, la raccontava così:

Un giorno ho scoperto di essere un cyborg. Dopo aver scritto il saggio Le cinquième pouvoir usando il mio blog come un laboratorio aperto, ho voluto lavorare su un nuovo libro da solo, alla vecchia maniera. Ma qualcosa non funzionava. Mi sentivo meno intelligente. È stato in questo modo che ho scoperto che il mio blog, e soprattutto i miei commentatori, avevano, in un certo modo, aumentato le mie capacità cognitive. Ero diventato un umano esteso e tornare alla mia vecchia umanità mi produceva uno strano stato di insoddisfazione. Mi sentivo letteralmente stupido. E’ così che ho immaginato che diventiamo dei cyborg, dei nodi di un’immensa rete d’interdipendenza, con i nostri amici, le nostre relazioni virtuali, con gli oggetti e, in qualche modo, con tutto ciò che esiste nella biosfera.

Da qui parte il ragionamento, che spazia in maniera ampia, costruito su brevissimi capitoli e sistemi di rimandi incrociati, perchè La Strategia del Cyborg è un testo pensato direttamente per essere digitale. Se dovessimo scegliere un frammento, forse sceglieremmo questo, perchè è molto di attualità:

La probabilità che delle opere collettive vengano create in maniera totalmente consapevole è debole. Dimostrazione. Se i numerosi attori del collettivo sono consapevoli dei fatti e delle gesta di ciascuno degli altri attori, situazione di apertura, rischiano di criticare anche la più piccola iniziativa prima che essa venga consolidata. Quest’atomizzazione a priori uccide la creatività. Il più delle volte, una gestalt non produce delle opere, ma dei servizi o degli strumenti. Il Web. Wikipedia. Linux. Ecco perché i giornali partecipativi, a più fonti, non hanno mai prodotto degli scoop clamorosi o delle inchieste memorabili

Poi certo, Crouzet dice chiaramente che

L’opera, una volta realizzata, deve restare aperta alle interazioni, deve essere sociale, arricchita di tutte le conversazioni immaginabili

Per questo (come facciamo con tutti gli altri titoli) puoi seguire tutte le connessioni e le conversazioni che ci saranno, raccolte ordinatamente sulla scheda di Goodreads.

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