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Pazzi che scrivono romanzi e guerre tra i sessi

13 Jan 2011 in news (ita) | questo post è lungo 599 parole

Vendere il tuo libro con successoConsueto appuntamento bisettimanale in cui presento le nuove uscite e cerco di spiegare perchè le ho scelte. Come al solito, prendetela con beneficio di inventario: in fondo è l'oste che parla del suo vino.

Stephen  insegna Marketing all'Università dell'Ulster e ha scritto diversi libri sui complicati rapporti tra marketing e letteratura (ma non solo). Da Wizard! Harry Potter’s Brand Magic _a _Writing Marketing, da Fail Better a The Marketing Code ha costruito un percorso sicuramente non convenzionale.

E di questi tempi, quando la piattaforma dell'autore diventa sempre più importante per la vita del libro nel digitale, ci è sembrato interessante lavorare con lui su questo saggio, che ha scritto proprio per 40k.

La nostra Daria (che lo ha anche tradotto) lo descrive così:

“Qualsiasi pazzo può scrivere un romanzo, ma ci vuole un vero genio per venderlo.”

Partendo da questa considerazione di J.G. Ballard, Stephen Brown ci mostra che geni del marketing non si nasce: ogni scrittore che ambisca al successo mainstream può diventare un ‘promoautore’ e contribuire attivamente ad aumentare le vendite del proprio libro.

Come? “Le intuizioni migliori nel campo degli acquisti e delle vendite, del marketing e del branding, e di tutte queste orribili cose, si trovano nelle opere di narrativa, non in voluminose e noiose antologie o in articoli accademici aridi come la polvere”. Brown ci accompagna quindi in un’autentica galleria di aneddoti esilaranti e trovate creative che riguardano famose icone letterarie, una vera fonte a cui attingere per trasformare un racconto nel cassetto in un bestseller.

Se anche “i più puri tra i letterati erano esperti venditori di se stessi che non si tiravano indietro davanti a un’offerta di vile denaro”, la proposta di Brown è che sia l’autore stesso ad assumersi personalmente la responsabilità delle proprie operazioni di marketing: “Non troverai le risposte in un manuale. Non puoi fare affidamento sugli altri. Se vuoi giocare a fare l’esteta effeminato, disprezzando il mercato, sarai tu a pagare il prezzo più alto”.

Ritorno al ventesimo secoloPaul di Filippo lo abbiamo conosciuto con Wikiworld (e con la bella intervista che gli ha fatto Rhys).  Paul è uno degli auori di _science-fiction _più amati nel mondo anglosassone e sicuramente tra quelli con la voce più originale.

Ritorno al XX secolo, novelette pubblicata su carta nell'antologia annuale Tales of the Shadowmen (nel volume Danse Macabre), non tradisce lo stile di Paul. Un andamento narrativo ricco di invenzioni e di trovate anche divertenti.

La storia, naturalmente, non la raccontiamo. Ma Matteo nella scheda semina una traccia molto interessante:

“La guerra tra i sessi, a lungo ritenuta spenta, si sta surriscaldando di nuovo! Non è un fenomeno naturale; e se non lo fermiamo, la nostra civiltà verrà spazzata via da un catastrofico scontro tra uomini e donne.”

Se foste il Presidente Ponto, alle prese con la cerimonia inaugurale del nuovo continente artificiale ribattezzato Helenia, come reagireste a questo inatteso e disperato grido d’allarme, tanto più se a lanciarvelo fosse la leggendaria e conturbante Jungle Alli?

Allacciatevi le cinture! Paul Di Filippo ha mescolato la fantascienza ottocentesca di Albert Robida con i classici B-movie americani degli anni Cinquanta (alla Ed Wood, per intenderci) e realizza con “Ritorno al XX secolo” (ma quale, XX secolo?) il perfetto cocktail narrativo: una sarabanda scanzonata e velocissima che shakera – e non mescola, ovviamente – malvagie “Cat Women on the Moon”, geografie e invenzioni immaginarie, poteri telepatici, la costruzione di un ponte con la Luna e di un casino spaziale e molto altro ancora.

Come al solito, siamo qui per i vostri feedback.

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