Speciale!


Vi spiego la mia Robredo in 3D

21 Feb 2011 in news (ita) | questo post è lungo 948 parole

Franco Brambilla e io ci conosciamo da anni. E oltre a una solida amicizia, condividiamo la comune passione per la fantascienza, le storie di atmosfera e il cinema d’azione, che a diverso titolo finiscono per influenzare parecchio quello che facciamo ognuno nel proprio settore di competenza: lui il disegno e io la scrittura. In occasione dell’uscita del mio e-book Robredo, sequel di Cardanica, Franco si è entusiasticamente preso carico di dare un volto ai protagonisti delle due storie. Con i risultati fantastici che potete apprezzare qui. Ho quindi pensato di rivolgergli qualche domanda al volo, per capire come mai ha deciso di atterrare su MondoNove e di catturarne le atmosfere...

Franco, qual è stata la scintilla che ti ha acceso la voglia di disegnare la Robredo?

Sono state le tue descrizioni così "vaghe" e al contempo così precise nel rendere l’atmosfera senza indugiare nei particolari descrittivi. Il tuo modo di scrivere lascia parecchio spazio alla fantasia del lettore, spazio che mi sono divertito a riempire. Non ho saputo resistere. Te lo dico sempre, le tue storie mi piacciono perché leggerle è come vedere un film d’azione. Sono molto cinematiche. Potessi produrre un film dai tuoi racconti chiamerei Jean Pierre Jeunet, il regista de “La città dei bambini perduti”, “Delicatessen” e “Alien, la clonazione”… Che ne dici, ti andrebbe l’idea?

Altroché! Però, io l’ho “progettata” a modo mio: un conto è descriverla con le parole e un’altra è disegnarla al computer così che tutti possano vederla. Vuoi descrivercela a modo tuo?

Costruisco modellini da sempre: una volta con le scatole di montaggio, adesso con la grafica 3D. La Robredo è fantastica da costruire, un po’ nave, un po’ multiarticolato. Possente e contorta, si presta molto bene a un assemblaggio quasi casuale di pezzi presi qua è là da navi, aerei camion e treni. Insomma, me la sono immaginata come una specie di mostro semovente che non si ferma davanti a nulla. Struttura che nel tempo si modifica e cresce. Detto questo, la cosa migliore per capire come la  “vedo” io è gustarvi le immagini che avete davanti o venirmi a trovare in studio mentre scatto foto virtuali al modellino in 3D che ho realizzato, con tutte e 36 le ruote come da capitolato della “Robredo”…

C’è qualcosa che ti ha messo un po’ in crisi nelle mie descrizioni? E come hai risolto l’impasse? ** **

No, il bello del tuo modo di descrivere è che si presta alle interpretazioni dei lettori. Quella che ho creato è la Robredo che ci ho visto io, ma poteva benissimo essere diversa… I tuoi racconti suggeriscono atmosfere e sensazioni ma non descrivono il dettaglio. Sta ai lettori visualizzare come credono, pescando magari dalle immagini che hanno in testa, assimilate da cinema, foto, fumetti, quadri, illustrazioni e che le tue parole hanno in qualche modo evocato.

Da artista quale sei, fammi un appunto: che cosa ti saresti aspettato nella Robredo e invece non hai trovato nelle mie due storie? ** **

Mah, non saprei. In realtà, spero che tu vada avanti a scrivere storie che abbiano quella dannata macchina come protagonista. Sono stato tentato di metterci cannoncini e lanciamissili, armi varie di cui però tu non fai mai cenno ed effettivamente col caratterino che si ritrova non sembra averne bisogno, giusto?

*In realtà ha le armi di un animale o, se vuoi, di un corpo nature: denti e artigli. Ma spiegaci con che tecnica l’hai realizzata. *

Ho costruito la nave tutta in 3D, modellando con 3D Studio Max e Bryce ma anche assemblando pezzi da modelli 3D di navi, aerei e treni che avevo già in archivio. Ho sempre amato costruire qualcosa di nuovo cannibalizzando altri modellini veri o virtuali; il risultato è sempre interessante. I modellisti che lavorano per il cinema lo fanno abitualmente e io li ho sempre invidiati. Confesso che se non fossi diventato un illustratore, sarebbe stato quello il lavoro che mi sarebbe piaciuto tantissimo fare: realizzare modellini ed effetti speciali per il cinema.

A che cosa stai lavorando adesso, Robredo a parte?

Ho appena finito le copertine per Urania di maggio e Urania Collezione numero 100. Sto aspettando che Giuseppe Lippi, curatore di Urania, mi mandi i brief per le copertine di giugno. Intanto mi dedico al modellino del Cardanic e a “invadere” qualche cartolina vintage.


*Chi è Franco Brambilla *

Nato nel 1967, diplomato all’Istituto Europeo di Design. Dal 1998 al 2005 collaboratore dell’inserto economico del Correre della Sera. Nel 1998 assieme agli amici storici Pierluigi Longo e Giacomo Spazio fonda l’Airstudio, punto di riferimento delle maggiori case editrici italiane per la progettazione grafica e l’illustrazione. Da sempre appassionato di fantascienza collabora stabilmente con le più famose collane editoriali italiane, Urania Mondadori e la raccolta di classici sci-fi: Urania Collezione. Sempre per Mondadori realizza svariate copertine di libri per ragazzi, gialli e fantascienza. E’ tra i soci fondatori della galleria Limited No Art Gallery nata da un'idea di Giacomo Spazio. “Best Artist” agli European Awards, Eurocon 2009. Tra i clienti di Airstudio: Mondadori, Mondadori Ragazzi, Abitare, D la Repubblica delle Donne, Pulp, Shake Edizioni, Ibooks Nyc, Fabbri, DeAgostini Multimedia, Sole 24ore, Gruppo Gavazzi, McKinsey&Company, Pirelli Gomme, Giunti, A.D.I., Pearson USA, Actes Sud, Random House Mondadori Spagna, Feltrinelli, Gruppo Carraro, Mother Uk, Newton Oggi, Mursia, Emergency. Nel 2007 lancia il progetto artistico “Invading The Vintage”: simpatici alieni invadono le cartoline del nonno (e non solo). Il progetto ancora in evoluzione è molto seguito tramite la rete dai nerd di tutto il mondo, presente in decine di blog (Boing Boing, ffffound, Superpunch) e riviste d’arte e scienza (Wired, Sunday Telegraph e Juxtapoz). Per Emergency illustra il mese di gennaio del loro calendario 2011.

Official website.

Shop online.

comments powered by Disqus