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Brown: “Il vecchio modello non è fallito, ma non è più sufficiente”

22 Feb 2011 in news (ita) | questo post è lungo 470 parole

I cambiamenti nell'editoria: (non vere) risposte a (non vere) domande. Scrittori, editori e addetti ai lavori discutono liberamente di cinque temi all'ordine del giorno. Coming next: Jacob Appel. Follow us: RSS | Twitter | Facebook

Stephen Brown ** Stephen Brown** Professore di Marketing Research presso la Ulster Business School, Stephen è uno specialista di strategie di marketing di autori-brand come J.K. Rowling, James Patterson e Dan Brown. Vendere il tuo libro con successo

Non c'è modo di fermarli. Sono il futuro. Finora non abbiamo fatto altro che scalfire la superficie. Credo che avranno effetti ad ampio raggio una volta che gli editori, gli autori, i grafici, gli impaginatori cominceranno davvero a esplorarne le possibilità (interattività, hyperlinks, caratteristiche speciali, componenti audio-visive, eccetera). Certe gente li vede come la “morte del libro”. Io penso che siano l'inizio di qualcosa di veramente meraviglioso.

Le persone stanno leggendo più che mai. Ovunque vai, vedi persone leggere, leggere, leggere. Magari non stanno leggendo giornali, libri o riviste tradizionali. È più probabile che stiano leggendo le pagine di Facebook, il flusso di Twitter, la loro posta elettronica, un blog, un ebook o quant'altro. Ma stanno leggendo. Questo suggerisce che gli editori debbano ripensare radicalmente la loro offerta (quanto è remota la possibilità del primo romanzo su Twitter?). È di vitale necessità adattarsi alle nuove forme di lettura. Il vecchio modello non è fallito – basta considerare il successo, per esempio, della Trilogia Millennium di Larsson – ma non è più sufficiente.

Gli editori indipendenti che conosco personalmente stanno vivendo tempi difficili in questo momento. La combinazione di grandi cartelli editoriali e grandi distributori, entrambi ossessionati da libri blockbuster, li sta schiacciando. Sono portato a sottoscrivere, comunque, la vecchia nozione di “countervailing power” (controbilanciamento del potere) dell'economista J.K. Galbraith. Come nell'industria musicale (e in molti altri settori), alla fine sorgono start-up innovative che sfidano i giganti, magari con idee radicali fondate sulla rivoluzione del libro elettronico.

La credenza dominante è che gli ebook dovrebbero essere economici e amichevoli, certamente a prezzi più bassi rispetto alle edizioni in copertina rigida e ai tascabili che rimpiazzano. Credo però che questo sia il modo sbagliato di porsi. Gli ebook hanno il potenziale dei prodotti premium, a condizione che tutti i plus sopracitati siano incorporati nell'offerta. Basti pensare al modo in cui Taschen ha oltrepassato il mercato tradizionale. Chi sarà il Taschen degli ebook? Ho il sospetto che sia in gioco una nicchia piuttosto lucrativa.

La storia mostra che in molte, molte industrie, le innovazioni davvero radicali vengono dagli outsider. L'imminente rivoluzione dell'editoria non sarà guidata dalle case editrici più importanti di oggi. Sono coloro che non hanno investito nell'attuale assetto istituzionale che avvieranno i cambiamenti più significativi. Quali siano questi cambiamenti, onestamente non lo so. In ogni caso, credo che l'ebook sia solo l'inizio.

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