Speciale!


Di Filippo: La carnale bellezza delle cose stampate

07 Mar 2011 in news (ita) | questo post è lungo 587 parole

I cambiamenti nell'editoria: (non vere) risposte a (non vere) domande. Scrittori, editori e addetti ai lavori discutono liberamente di cinque temi all'ordine del giorno. Prev: Stephen Brown, _Jacob Appel , Rhys Hughes. Follow us: RSS | Twitter | Facebook_

Paul Di FilippoPaul Di Filippo Paul è «uno scrittore di fantascienza e di racconti che oltrepassa il confine tra i generi, è un giornalista, un fumettista occasionale, un mail art friend e un mucchio di altra cose probabilmente troppo difficili da descrivere. Inoltre, è stato il primo a utilizzare la parola “steampunk” nel titolo di un libro.» [Warren Ellis] Ritorno al XX secolo | Wikiworld

Dovrei fare una premessa a tutti i miei commenti, dicendo che per la maggior parte sono del tutto personali, dettati da reazioni egocentriche (se non egoiste!). In nessun modo sono un tentativo di rispecchiare lo stato del settore o la totalità dei rispettabili e onorevoli sentimenti del numeroso, soddisfatto, entusiastico popolo di lettori elettronici! Vorrei odiare e deridere gli ebook con tutto il mio spirito tradizionalista. In realtà devo cercare di trattenermi dal credere che un giorno non ci saranno altri formati, e quindi sarò costretto ad amarli o a rinunciare del tutto alla lettura e alla scrittura! Personalmente non possiedo un telefono cellulare, figuriamoci un e-reader! Come Ray Bradbury, che si rifiuta di volare in aereo, ma scrive di viaggi su Marte, io limito il mio amore per la tecnologia alla pagina stampata. Anche se non posso immaginare la vita senza internet, ho bisogno di starne più alla larga possibile. Gli ebook possono essere una tecnologia che cambia tutte le regole. Lo sono già. So che potrebbero portare moltissimi vantaggi agli autori (compensi maggiori), agli editori (più vendite) e ai lettori (libri più economici e un maggior numero di titoli). E probabilmente anche l'ambiente ne gioverebbe (meno alberi abbattuti). Ma la mia riluttanza ad abbracciare con entusiasmo la tecnologia deriva strettamente da una dipendenza durata più di cinquant'anni nei confronti delle cose stampate, in tutta la loro carnale bellezza.

La lettura forte e ossessiva è sempre stata la pratica di una minoranza, e lo sarà sempre, in sintonia con una percentuale probabilmente invariante della popolazione mondiale. Sono un esteta elitista e, per citare un verso da Scarpette rosse, "Non posso sopportare dilettanti nella mia religione".

Il solo luogo dove io mi sia mai sentito a casa, o accettato. Non nutro antipatia per i grandi editori né per gran parte della loro produzione, ma semplicemente mi pare che loro non vogliano giocare con me, quindi io vado a mangiare al tavolo dei nerd!
 Ad ogni modo, il self-publishing è un totale disastro. La cura dei contenuti è una necessità. Per me il self-publishing non è indie. Al massimo è "anarchia".

Gli ebook senza DRM dovrebbero avere un prezzo maggiore rispetto a quelli con le restrizioni! 
Se rivenditori come Amazon ti vendono qualcosa che non tu puoi prestare e che può scomparire a loro discrezione dal tuo apparecchio, bé almeno dovrebbero fartelo pagare di meno, per compensare l'insulto!

Voglio tornare indietro al 1929 ed essere Thomas Wolfe, con Maxwell Perkins che mi aiuta, e magari un posto all'Algonquin Round Table. Un piccolo reddito e la libertà. Nessun blockbuster, nessun book tour, niente media. Il mondo ha rotto il bellissimo ed esclusivo giocattolo conosciuto come editoria e tutte le innovazioni del caso non nasconderanno le crepe incollate. Guardando al presente, gli editori come il mio amico John Oakes con il suo nuovo marchio OR Books stanno davvero indicando la strada.

comments powered by Disqus