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Alessandro Beria: l''ereader e le porosità del testo

14 Mar 2011 in news (ita) | questo post è lungo 820 parole

Community. Storie di lettori che ci raccontano storie di ebook.

Alessandro Beria

Blog: Ragiona(mente) aNobii: www.anobii.com/alessandroberia/books Twitter: @Odisseo2010

Ereader Ho letto La mente accresciuta di De Kerckhove sul mio New Kindle 3G Wi-Fi, e non a caso. Infatti, se si accetta l'ipotesi dell'autore, secondo cui "quello che sta succedendo oggi è che, nella loro nuova veste elettronica, le parole stanno riacquistando, grazie a una distribuzione ubiquitaria, potere d’inclusione", il dispositivo tecno-logico che, per definizione, esteriorizza e veicola la parola elettronica, si può riconoscere proprio nell'e-book reader o e-reader. L'esperienza di lettura sul dispositivo è duale: da un lato preserva, ogni qual volta si voglia, il modello testuale canonico della scrittura stampata; dall'altro consente di vivere, cooperando, nuovi mondi narrativi. Il linguaggio si disincarna e si diffonde, a mezzo di connessioni fisiche e logico-semantiche (come i tag...), estromettendo la componente "esclusivamente" soggettiva del discorso, al contempo espandendone la dimensione connettiva. Con gli e-reader, la migliore declinazione della 'mente accresciuta' consiste proprio nella meravigliosa possibilità di condividere passi del testo e commenti, spingendoli on-line con un clic, proiettandoli nelle nostre menti estese socialmente, quali Facebook o Twitter, o integrandoli nelle nostre produzioni digitali, quali, tanto per citarne una, i blog. L'e-reader, inoltre, consente di apprezzare le porosità del testo, i link alle risorse sulla rete, anche se, per esempio con il Kindle, questa dimensione è limitata dal software installato: tutto ok, per link che rimandano a testo o a semplici pagine XML; criticità per quanto riguarda i video su YouTube o i filmati Flash, per i quali occorre migrare su altri strumenti. Dire che questo è un limite tuttavia significa trascurare che, nella scelta del dispositivo per la lettura digitale, si operano delle selezioni. La gamma di prodotti in grado di sfruttare tutte le risorse dell'e-book di De Kerckhove, quindi incluso tutto il mondo web, è molto varia. Ma il bello è che ognuno sceglie in base a requisiti personali e a personalissime idiosincrasie :-)

The book

Che dire de "La mente accresciuta", che non sia già stato detto nel testo, in nota al testo o nei commenti al testo di chi è conosciuto come "erede" di Mc Luhan? Io qui mi soffermo solo su due aspetti, per me i più interessanti, di questo che ho percepito come sunto di base sull'evoluzione di una delle funzioni adattative (o dis-adattative?) più peculiari della nostra specie: il linguaggio. Sì, perché proprio dall'emergere del linguaggio parte l'autore, attraversando in brevi pagine (il pregio del testo digitale!) eoni di evoluzione e portandoci nei luoghi in cui prima (forse) l'oralità e poi (forse) la scrittura hanno iniziato il loro modellamento sull'uomo. Trascurando brutalmente l'excursus storico e logico, il primo punto che tocco è quello dello "screttore", "qualcuno che non è capace di leggere nulla senza al contempo scrivere. Interagire con il materiale è d’obbligo. Il popolo multimediale non è fatto per i manuali. È l’ultima cosa che vuole, leggere un manuale. Deve calarsi nella materia e lavorarci da dentro. È abituato a operare in gruppo, in squadra, è multi-tasking, vuole toccare con mano, e realizza fuori dal suo cervello, su uno schermo, tutto quello che un “immigrato” come [l'autore] era stato abituato a fare "dentro". Punto interessante, perché movimenta la lettura, pur parlando di scrittura. La tecnologia del video e quella della connessione riportano alla luce l'integrazione scrittura-lettura-scrittura che è propria della narrazione, quanto della programmazione. In ogni caso della "manipolazione", che fa riemergere l'universo tattile del discorso, della coscienza e della conoscenza. Proprio là, dove, ancora citando l'autore, "l’individualismo, che deriva dalla separazione del conoscente dal conosciuto, è funzione specifica dell’alfabeto fonetico. [...] Nessun’altra forma di scrittura, sillabario o pittogramma ha il potere di frammentare che ha l’alfabeto". E' venuto il tempo di ricomporre i frammenti. Secondo punto è la fondamentale distinzione tra mente collettiva e mente connettiva: "La mente accresciuta, per quanto una (unificata da elettricità e digitalizzazione), non è affatto una mente collettiva, è solo connettiva. Vuol dire che la mente singolare si amplia ma non viene sommersa, non viene riassorbita in un’entità monolitica. Si connette senza vincolarsi. Internet, la rete, è un’estensione della mia mente, ma io sono ancora padrone di me stesso. Non sono un nodo come un altro di una mente globale". E' la opportuna presta di distacco dalla noosfera di Teilhard de Chardin e dai primi modelli concettuali di Lévy, autori le cui opere avevano alimentato, nell'entusiasmo del primo web, una vera e propria ideologia (del) digitale. Che non si può proporre in termini di collettività assoluta e indistinta, in quanto le negoziazioni e i discorsi che nascono in rete presuppongono un punto di vista "nodale", senza cui non si dà atto creativo e formativo di nessun genere.

Titles

Io amo leggere, soprattutto saggistica. Quindi i tre titoli che consiglio sono tre saggi:

 Elogio degli e-book, di Mauro Sandrini, Homeless Books

 Quello che vuole la tecnologia, di Kevin Kelly, Codice Edizioni

 La strategia del cyborg, di Thierry Crouzet, 40k

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