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Kassia Krozser: Gli editori di domani devono essere capaci di reagire immediatamente ai cambiamenti del mercato

22 Mar 2011 in news (ita) | questo post è lungo 825 parole

I cambiamenti nell'editoria: (non vere) risposte a (non vere) domande. Scrittori, editori e addetti ai lavori discutono liberamente di cinque temi all'ordine del giorno. Prev: Stephen Brown, _Jacob Appel , Rhys Hughes, Thierry Crouzet, Joanna Penn. Follow us: RSS | Twitter | Facebook_

Kassia KrozserKassia Krozser Kassia Krozser ha visto il futuro e ha buone notizie: sempre più persone leggono, scrivono e pubblicano libri, più di quanto sia mai accaduto finora. Kassia è consulente editoriale in merito alle opportunità del digitale presso la Oxford Media Works, e scrive sulle attuali tendenze digitali su booksquare.com. Twitter: @booksquare

Sono una convinta sostenitrice della lettura e/o dell'idea di lettura. Detto questo, credo di aver comprato, negli ultimi due anni, due libri cartacei. Preferisco leggere gli ebook, e ho notato che i miei acquisti di libri sono aumentati da quando posso trovare quello che cerco in formato digitale. I libri di carta scompariranno? Ne dubito, ma il pubblico di lettori di ebook continuerà ad aumentare. Questo cambia l'economia del settore editoriale in modo radicale, con conseguenze sia positive che negative. Il mio desiderio più grande è che gli editori facciano un passo indietro e guardino al mercato dei libri digitali senza la mappa mentale del mercato dei libri cartacei. La nuova competizione è variegata e imprevedibile. Fingere che tutto sia come prima e che cambi soltanto il formato è un ottimo modo di perdere opportunità strabilianti.

Finora sono stata piuttosto fortunata nel prevedere il futuro dei libri, ma, appunto, direi che è stata per lo più fortuna. L'editoria è un settore in evoluzione a tutti i livelli, un'evoluzione molto più veloce di quanto ritengano la maggioranza dei dirigenti e dei manager. Personalmente penso che già un anno fa fosse troppo tardi per adeguarsi alla trasformazione. Adesso, è semplicemente molto arduo (e non diventerà più facile). Gli editori di domani devono essere capaci di reagire immediatamente ai cambiamenti del mercato e, al contempo, avere la capacità di distinguere tra mode e e cambiamenti sostanziali. A meno che tu non sia davvero, davvero sveglio, non costruire il tuo progetto sulle mode.

Editori, autori e rivenditori indipendenti hanno tutti qualcosa in comune: la flessibilità. Le organizzazioni più strutturate sono bloccate in uno status quo che è molto, molto difficile da cambiare. Se non ci credi, prova a istituire un nuovo processo di business in una grande corporation. Non sappiamo dove sta andando questo nuovo mercato, ma sappiamo che esige molta sperimentazione, che può significare successo ma anche fallimento. Gli indipendenti sono nella posizione migliore per fallire e riprovare. Le aziende grandi e consolidate sono condannate a mantenere la rotta fino alla collisione contro l'iceberg.

Il giorno dopo Natale, una mia amica scrittrice mi ha contattato per raccontarmi che si era procurata un Kindle, e mi ha detto: “Okay, so che me lo hai spiegato un milione di volte, ma non credevo che il discorso potesse riguardare anche me. Perché gli ebook sono così cari?” La mia risposta è stata molto lunga. Il problema è che, dal punto di vista del consumatore, gli ebook sono cari. La maggiore convenienza di cui i consumatori potrebbero giovare è controbilanciata da una serie di perdite, e gli editori non hanno fatto un buon lavoro nello spiegare la loro posizione. Non hanno fatto un gran lavoro neanche nel fornire ebook di qualità ai lettori. Potrei raccontare certe storie... Finché gli editori proveranno ad applicare il modello di business del cartaceo al digitale, gli ebook costeranno troppo. La mia più grande paura è che la miopia degli editori finirà per favorire la pirateria. Oltre un certo livello di mancanza di rispetto nei confronti del consumatore, le persone si scrolleranno le spalle e si chiederanno: “Bé, perché non dovrei piratare?”.

Mentre scrivo, Avon, un marchio di HarperCollins, ha annunciato il lancio di Avon Impulse, una casa editrice nativa digitale. Applaudo a questa iniziativa, il modello di un editore solo digitale potrebbe favorire l'innovazione e la sperimentazione di cose nuove, che possono anche essere fallimentari. Ma davanti al fallimento si tratta di rimettersi in sesto e riprovare, di solito a costi molto inferiori rispetto ai tentativi che si possono fare con il cartaceo. Ciò che mi rende perplessa di questa iniziativa è che non è competitiva rispetto agli altri editori digitali. La royalty, il 25% dell'utile netto, è bassa – una considerazione da fare quando agli autori non sono offerti anticipi, anche se aumentano fino al 50% quando si superano le 10000 vendite – e il fatto che i libri abbiano il DRM mi dice che il prezzo potrebbe essere più alto di molti altre case editrici native digitali (orgogliosamente senza DRM).

Amo l'innovazione e la sperimentazione. Ma avverto gli editori che vogliono iniziare col digitale di dare un'occhiata alla competizione esistente... Questo mercato è molto più maturo di quanto creda la maggioranza, e il consumatore sa molto meglio di tanti altri cosa aspettarsi. E, ovviamente, gli autori stanno osservando la competizione molto da vicino.

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