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Intelligenza digitale

23 Mar 2011 in news (ita) | questo post è lungo 773 parole

Dopo l'intervista uscita sulla stampa, molti lettori hanno commentato La mente accresiciuta di Derrick de Kerckhove, delfino di Marshall McLuhan.

De Kerckhove adotta una prospettiva di interpretazione della cultura digitale che rovescia completamente la mentalità analogica conservatrice di chi sostiene che Internet renda le persone più stupide atrofizzando il cervello dei nativi digitali. Derrick propone nuove chiavi di lettura del fenomeno "generazione always on", mettendo in discussione che "l'elaborata articolazione dei messaggi" sia il modo migliore per ampliare la nostra mente:

È meglio chiedersi se l'elaborata articolazione dei messaggi non contrasti con l'inevitabile accelerazione della vita e della cultura introdotta dall'elettricità, a partire dall'avvento del telegrafo. I ritmi di vita e di apprendimento sono stati completamente alterati dalla rapida successione di enormi cambiamenti tecnologici, che includono il telefono, la radio, la televisione, i personal computer, Internet, i telefoni cellulari e le tecnologie mobili in generale.

L'attenzione a breve termine non vuol dire necessariamente attenzione debole, può significare attenzione veloce. Una cosa di cui i critici della cultura dello schermo non riescono a rendersi conto è che elaborare un'immagine richiede meno tempo rispetto all'elaborazione di anche solo una dozzina, figuriamoci un centinaio, di parole. L'attenzione a breve termine è quello che ci vuole per far fronte a richieste rapide, ma non preclude un'attività di pensiero più profonda. Quando hai davvero bisogno di approfondire e concentrarti, puoi farlo.

Comunque la si pensi, un dato è innegabile: online si fa anche cultura e il web è popolato di lettori digitali assetati di riflessioni e approfondimenti. Non a caso, La mente accresciuta è il secondo ebook più venduto di sempre su Bookrepublic, dopo Il cimitero di Praga di Umberto Eco (Bompiani) e prima di Io e te di Niccolò Ammaniti (Einaudi).

Riportiamo quindi alcune recensioni dei molti lettori:

L'idea alla base del titolo è che l'individuo che utilizza abitualmente internet abbia sviluppato capacità cognitive ulteriori, dotandosi appunto di una mente "accresciuta", che partecipa di un'intelligenza collettiva - attingendovi sapere e condividendo esperienze -, senza per questo rinunciare alla propria identità individuale. Si tratta perciò di una mente connettiva, ma non collettiva in senso proprio. La rete globale funziona infatti come un'estensione del cervello umano, senza però impossessarsene. Nella metafora (neanche tanto metaforica) di internet come immenso cervello, con tanti centri e tante periferie, l'individuo che lo utilizza non è un semplice nodo ma qualcosa in più. [futuremagazine.it]

Nell’era della Rete, sembra che bisogna fare ancora i conti con la contrapposizione coniata da Umberto Eco che vede gli apocalittici (attualizzati come “web-scettici”) contro gli integrati (coloro che sono completamente immersi nelle tecnologie) nell’interpretazione dell’informatica e delle new technologies. Tutto cominciò nel 2008, con un articolo di Nicholas Carr, scrittore e membro dell’editorial board dell’Enciclopedia Britannica. Il titolo la diceva lunga su dove si volesse arrivare a parare visto che Carr si domandava “Is Google making us stupid?” (Google ci rende idioti?). Dopo aver additato la Rete come la “madre”di tutti i mali a causa di pornografia, virus informatici, false notizie (ultimamente anche a causa di Wikileaks), è stata così la volta del sillogismo “internet uguale idiota”. (...) Il sociologo Derrick de Kerckhove non ci sta proprio e decide di mettere i puntini sulle “i”. Lo fa con un libro, ovviamente in formato elettronico. Nell'ebook di 40k, lo studioso belga naturalizzato canadese, dà un ceffone bene assestato agli “apocalittici” che accusano i “sempre connessi” di essere degli sciocchi fuori del mondo. (...) L’idea è che questa “mente accresciuta” funzioni sia come memoria estesa, sia come intelligenza di elaborazione per ogni individuo che usa tecnologie elettroniche, unendo le persone e tenendo conto di “qualsiasi quantità di voci singole all’interno di uno spazio di informazione fluido, definibile in base agli individui e alla comunità che lo abitano e seguendo i bisogni collettivi”. [futurolibero.it]

Come ci stanno cambiando le tecnologie? Come cambiano il rapporto tra noi e il modo in cui pensiamo? Che cos'è la mente accresciuta? «La mente accresciuta», ci spiega De Kerckhove, «è l’espansione e l’accelerazione della mente del singolo, certo, ma è anche una formazione spontanea di un aggregato di menti, che svolgono diverse funzioni cooperative per realizzare miriadi di obiettivi corali e iniziative. La mente accresciuta, non è affatto una mente collettiva, è solo connettiva. Si connette senza vincolarsi. Internet, la rete, è un’estensione della mia mente, ma io sono ancora padrone di me stesso. Non sono un nodo come un altro di una mente globale». Un saggio illuminante per cominciare ad esplorare il modo in cui ci muoviamo nel nuovo mondo della conoscenza. [madnesscountry.com]

..."Stupidi" a chi?

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