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Richard Nash: La partita si gioca tutta dalla parte dei lettori

28 Mar 2011 in news (ita) | questo post è lungo 478 parole

I cambiamenti nell'editoria: (non vere) risposte a (non vere) domande. Scrittori, editori e addetti ai lavori discutono liberamente di cinque temi all'ordine del giorno. Prev: Stephen Brown, _Jacob Appel , Rhys Hughes, Thierry Crouzet, Joanna Penn. Follow us: RSS | Twitter | Facebook_

Richard NashRichard Nash
Richard Nash è un imprenditore editoriale indipendente, attualmente impegnato nel lancio di Cursor, un progetto di social publishing che raggruppa diverse iniziative, la prima delle quali, Red Lemonade, partirà nella primavera 2011.
Blog | Twitter: @R_Nash
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In questa fase, ritengo che gli ebook rappresentino la speranza che non molto debba cambiare in ambito editoriale e che la catena di distribuzione del libro digitale rimpiazzerà soltanto in parte quella del libro cartaceo. Ho iniziato a pensarla così quando grandi cartelli editoriali hanno finalmente abbracciato gli ebook: per loro è stata una mossa per evitare di mettere in crisi il loro attuale modello di business. Quindi credo che la definizione che più si avvicina alla comprensione di che cos'è un ebook, sia quella di un file di sola lettura che si può scaricare pagando una cifra una tantum per comprare il prodotto o la licenza di usarlo, un fenomeno passeggero come gli mp3 prima di Spotify.

Come il domani, non arriva mai. La mia opinione è che occorra darsi una mossa adesso per cambiare il modo di stare sul mercato, basandosi su quello che sappiamo ora. L'unica cosa che so davvero è che in media diventeremo tutti un po' più vecchi e in media farà più caldo, ciò per i libri ha delle implicazioni.

Questo è il punto più difficile di tutti. Era relativamente facile parlarne in un mondo fatto di economie di scala significative che ruotavano attorno alla produzione e alla distribuzione. Già in questi ambiti erano visibili gli effetti del principio di Pareto, e in futuro questo non cambierà: la grande lotta è quella per conquistare l'attenzione e in questo campo si riprodurrà lo stesso effetto, saranno in pochi a vincere. Ma queste piattaforme dominanti, nelle opzioni di ricerca o nell'estrapolazione dei dati o in quello che volete, tendono ad essere in qualche modo indifferenti rispetto ai contenuti che gestiscono, quindi non fanno discriminazioni, come in passato, a scapito degli “alternativi”, dei marginali. Il costo di produzione di un bestseller è molto inferiore rispetto a quello di un libro di poesia. Ma i risultati della ricerca di entrambi costano lo stesso: zero. Le barriere produttive all'entrata sono inesistenti. La partita si gioca tutta dalla parte dei lettori.

I prezzi del digitale saranno molto, molto, molto, molto bassi. I prezzi del cartaceo saranno sempre più alti.

Beh, in realtà sta agli storici decidere che cosa è innovazione. Con il senno di poi. L'unica è cercare di fare il proprio lavoro al meglio per i propri clienti, magari non dando mai per scontato quello che stai facendo.

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