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Benvenuti nel regno dell'unheimliche

07 Sep 2011 in staff picks | questo post è lungo 238 parole

Azzurro color maschietto. Un bambino piccolo che ha perso il papà e che è pronto ad accogliere il nuovo compagno della mamma, non come un intruso ma come una compensazione per la perdita subita.

Uno yo-yo simbolo del gioco allegro di quel bambino, che nella sua incoscienza si abbandona ciecamente alla cure e alle scelte materne.

Tanti pallini colorati, che avvolgono quello yo-yo come bolle di sapone.

È questo che c'è sulla copertina di In salute e in malattia, ed è questa la facciata esterna della vita dei personaggi di Appel, fatta di amore, gioco, serenità.

Ma come illustra magistralmente Roberto Grassilli, c'è qualcosa di inquietante nel penzolare di quello yo-yo, qualcosa di raccapricciante nel proliferare di quelle macchie tonde. E questo qualcosa non te lo togli più dagli occhi, dopo.

Quando il tuo sguardo scorre sull'ultima maledetta riga, sai che quel bambino è in pericolo, quello yo-yo è una trappola, quei simpatici pois sono segnali di morte. Gli stessi oggetti cambiano volto, diventano bui per non riaccendersi più. E quel buio è dipinto con uno stile terso e profondo insieme, le parole, le frasi, le immagini ti penetrano come una scheggia di vetro.

"La prima pustola comparve come una lacrima solitaria sulla guancia della figlia maggiore di Norma Shoemaker, Jasmine."

La trasformazione del domestico, del famigliare, in qualcosa di terribile, di nemico, è ormai parte integrante del tratto autoriale di Appel. Benvenuti nel regno dell'unheimliche.

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