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Facebook in famiglia? L'esperto risponde ai tuoi dubbi

16 Sep 2011 in news | questo post è lungo 357 parole

Per quattro settimane a partire da oggi, Giovanni Boccia Artieri, autore del saggio 40k Facebook per genitori, sarà il protagonista di uno spazio su LeiWeb, dedicato a consulenti specializzati in diversi settori pronti a rispondere ai dubbi dei lettori.

Boccia Artieri è professore straordinario presso la Facoltà di Sociologia dell’Università degli Studi di Urbino “Carlo Bo”, Presidente della Laurea In Scienze della Comunicazione e coordinatore del Dottorato in Sociologia della comunicazione e scienze dello spettacolo, nonché Vicedirettore della LaRiCA.

Accademico e blogger, è uno dei docenti universitari italiani storicamente più impegnati a fare ricerca sui social media, frequentandoli in prima persona e raccontandoli all’interno.

Se sei un genitore e hai delle perplessità su come  gestire l'accesso a internet in famiglia e vuoi qualche consiglio su come aiutare i tuoi figli nell'esplorazione del mondo dei social media, non perdere l'occasione di interrogare l'esperto online.

Da Facebook per genitori:

Il nostro compito è essere presenti, aiutare i nostri ragazzi a cogliere le opportunità e a valutare da soli le incognite che ogni cosa nuova porta sempre con sé. Noi dobbiamo fidarci, loro devono sapersela cavare: non possiamo impedirgli di partire, fa parte del loro percorso di crescita, del loro modo di fare esperienza del mondo. Dobbiamo imparare come lasciarli andare. Non sempre quanto non capiamo di questo viaggio o quanto è diverso da ciò cui siamo abituati è sbagliato. Anzi, molto spesso ci richiede semplicemente una prospettiva differente per dare risultati coerenti con i tempi in cui viviamo e, soprattutto, con i tempi in cui vivranno i giovani. Noi abbiamo l’obbligo di capire il loro punto di vista e di arricchirlo con la nostra esperienza, sapendo sempre che ci sono cose che possiamo insegnare loro, ma anche che ci sono aspetti di questa avventura in cui possono essere loro a insegnare a noi. A partire dal lessico che racconta tutte queste tecnologie nuove e che assomiglia, in qualche caso, a una lingua davvero straniera, sconosciuta, ermetica.

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