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Giulio Passerini: Sono il lettore che qualunque editore di domani vorrebbe avere

26 Sep 2011 in community | questo post è lungo 555 parole

Lo avevano già fatto Alessandro Beria, Antonella Sbriccoli e Antonio Maccioni, i primi lettori sul sito dell'editore. Sono gli early adopter: armati di un ereader e di un titolo 40k, testano una nuova esperienza di lettura e condividono con noi le loro impressioni.

Ora lo ha fatto anche Giulio Passerini. Se hai un blog, un account twitter o un profilo social e vuoi farlo anche tu, scrivi a daria[at]40kbooks.com

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Giulio PasseriniGiulio Passerini

** **Blog: http://giupasserini.wordpress.com/ Twitter: @GiulioPasserini Linkedin: Giulio Passerini

Ho letto questo testo di Paul di Filippo su un Kindle spacchettato da appena tre giorni ma, complice una serie di viaggi aerei, già messo a dura prova in varie condizioni di lettura (in cui sedili scomodi e luce artificiale hanno fatto la parte del leone). Partivo da Malpensa. Arrivando ai controlli pensavo con una punta di orgoglio: “Ho un ereader nella borsa assieme a un librone da sette kg e mezzo. Sono il lettore che qualunque editore di domani vorrebbe avere”. Mi chiesero di mettere sul nastro la 24h, tirar fuori il computer e poggiarlo in una scatola a parte. “E questo cos’è?”, “Un libro”, “Ne è sicuro?”, “Si”; “Pesa molto…” (sospettoso) “È un libro fotografico sui mosaici del duomo di Monreale (tutti, pesa davvero molto), un regalo”. “Lo metta lì, in un’altra scatola. E questo?”, “È un ereader, legge i libri digitali”, “È un computer?” “Una specie”, “lo metta lì, in un'altra scatola”. Partivo con un Pc, un Kindle e un enorme libro di carta, ma per il mio amico in divisa blu e distintivo non faceva alcuna differenza. A ciascuno la sua scatola. “Proprio così” dissi, “a ciascuno la sua scatola”.

Scrivere fantascienza di Paul Di Filippo. La fantascienza è forse il genere che nel suo attuarsi riflette con più attenzione sulla propria natura. Questo perché, come dice Paul Di Filippo è letteratura di idee. O meglio, letteratura di poche idee ma solide e rigorosamente razionate per non superare la soglia di tolleranza adattiva del lettore e poterle sviscerare al meglio. Da un’idea nasce un personaggio, una storia, un mondo; basta uno shift (50 anni nel futuro, Hitler che vince la guerra, Cristoforo Colombo che diventa cinese) e ci troviamo in un’altra realtà. Secondo Di Filippo Ogni passo in una direzione o nell’altra costringe il lettore -e lo scrittore- a interrogarsi sul punto di partenza, sui mezzi per andare altrove, su quale sia un altrove plausibile e sul perché si renda desiderabile o meno. In questa prospettiva il genere mostra di essere lontano non più di un passo dalla realtà della propria epoca, la medesima distanza che intercorre fra la stessa realtà e la letteratura “alta” per quanto nella direzione opposta. La linea della contemporaneità procede quindi stretta fra la direttiva a preminenza stilistica della letteratura alta e quella a preminenza d’intreccio del genere; ad ogni epoca la sua letteratura, ad ogni epoca la sua fantascienza, ed è importante che si cerchi il dialogo, è importante che le due linee procedano affiancate nella stessa direzione. Ne guadagneranno l’una in stile, l’altra in speditezza. Entrambe, infine, in capacità di lettura del presente.

Viola Di Grado, Settanta acrilico trenta lana, Edizioni E/O

Gianluigi Ricuperati, Il mio impero è nell’aria, Minimum Fax

Sklenicka Carol, Raymond Carver una vita da scrittore, Nutrimenti

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