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La fantascienza ha ancora senso?

12 Nov 2011 in news | questo post è lungo 238 parole

Per chi gravita in qualche modo nella community di 40k (sia quella internazionale sia quella italiana) questi giorni sono dedicati a Cory Doctorow e ci sta tutta. Un po' perché lavorare con uno dei grandissimi nomi del panorama internazionale è affascinante di per sé. Un po' perché quando pubblichi qualcosa di Doctorow attiri attenzione. Un po' perché l'autore ci mette lo zampino.

Ma questi sono preamboli noiosi, una specie di _disclaimer _ per parlare di quello che in realtà è l'oggetto di questo post. Che ha a che fare con Cory, ma solo incidentalmente.

Graham Edwards, uno scrittore fantasy britannico (che confesso di volere volentieri nella squadra 40k), ha scritto una recensione di Chicken Little. E l'ha condita con delle considerazioni generali che trovo molto interessanti.

«La fantascienza ha ancora senso?», si chiede Graham. Il presente è una continua innovazione accelerata, siamo bombardati da mille cose nuove ogni giorno. E torna il mente quella vecchia citazione di William Gibson secondo cui il futuro è già qui, ma non è stato equamente distribuito.

A me il tema -per ovvie ragioni- è molto caro (ne avevo scritto recentemente sul mio blog, ma anche sulle pagine di 40k).  Però mi piace molto la risposta che si dà Graham: «La fantascienza è ancora viva e vegeta», scrive, «perché non riguarda il futuro. Anzi, ha a che fare con la capacità degli umani di evolvere in maniera straordinaria».

Leggi tu stesso: Graham Edwards.

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