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L'Istituto per gli Studi Ulteriori e il salotto dell'editoria

24 Feb 2012 in community | questo post è lungo 229 parole

Chiara ha sintetizzato benissimo:

Su Twitter accadono strane cose, belle e anche nuove, nei rapporti tra libri, lettori e ogni tanto pure autori ed editori. E secondo me ne va colto il lato divertente, perché se non si diverte chi fa i libri non si diverte nemmeno chi poi li scopre.

E ci sono un sacco di strumenti nuovi che portano nuove connessioni e nuovi modi per parlare di libri, un po' meno polverosi della tattica snob e antilettori cui siamo stati abituati dall'editoria babbiona del XX secolo. Ma questa è una mia idiosincrasia assolutamente personale: ho sempre creduto che parlare di libri richieda leggerezza. Tocca sopportarmi.

Tornando agli strumenti, uno tra tanti: la capacità del Kindle (e delle relative app sulle varie piattaforme) di condividere sui social network dei passaggi.

E ci si può giocare. Così Letizia ha inventato un meme, che mi ha fatto rileggere un libro con occhi diversi, con gli occhi di chi deve cercare un passaggio, una vita segreta preferita, da condividere con i suoi amici. Questo è il mio:

Istituto Per Gli Studi Ulteriori

Come ogni meme che si rispetti, non nasce con la certezza di piacere o di divertire anche altri. Ma -se vuoi- per seguirlo scegli una vita segreta tra queste e usa l'hashtag #vitesegrete

(E poi, detto tra noi, l'Istituto per gli Studi Ulteriori è una figata, andrebbe inventato davvero).

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