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Qual è la durata di una vita umana?

02 Mar 2012 in news | questo post è lungo 318 parole

Andrew Owens, dopo aver letto Se per ragioni di forza, ha scritto: “So che si tratta di un racconto, ma davvero vedrei bene un film tratto da questa storia.” L'ho pensato anche io. In realtà confesso che subito, dopo poche righe, mi è venuta in mente l'ambientazione di Star Wars The Old Republic: non i film, ma il videogioco.

Mi sono immedesimata in un istante in Norman Gilmore che risponde "Sono diretto su Marte" al robot addetto alla sicurezza dello spazioporto che gli domanda meccanicamente "Nome e destinazione, per favore". È bastato questo scambio di battute, e in un attimo l'immersione assoluta nella trama che vivo con SWTOR si è trasferita nella storia di Jamie Todd Rubin.

Norman era il pilota del primo equipaggio in missione su Marte, nel 2016, quando qualcosa andò storto. E poi, al suo ritorno, la condanna: duecentottant'anni di carcere, settanta per ognuna delle quattro vite spezzate: secondo la Bibbia sono gli anni della durata di una vita umana. Settant’anni, sempre che in ragione di una forza speciale non si trasformino nel tempo di una vita infinita...

Il ritmo della narrazione è incalzante: tra passato e presente ci sentiamo pressati dai reporter, sopraffatti dal peso dell'incredibile età di trecentotredici anni, indolenziti da una fastidiosa e costante fitta al fianco che da secoli non trova spiegazioni. E con Norman viaggeremo fino a Marte pur di trovarne.

Fantascienza classica, per chi cerca un'avventura avvincente da non mollare fino all'ultima riga.

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L'AUTORE

È la prima volta che un racconto di Jamie è tradotto in italiano. Se siete curiosi di sapere di più su di lui potete visitare la sua pagina su Amazon.com, leggere il suo blog o seguirlo su Twitter. Su Goodreads, nel suo gruppo Q&A, vi spiega -in inglese- qualche retroscena sull'idea alla base di Se per ragioni di forza.

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