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Per essere innovativo devi prima conoscere le regole

02 Apr 2012 in 40k originals, scrittura | questo post è lungo 1245 parole

Jamie Todd Rubin è un autore di fantascienza e un blogger. I suoi racconti sono stati pubblicati su Analog, Apex Magazine e Orson Scott Card's InterGalactic Medicine Show. Tiene la rubrica "Wayward Time Traveler" per SF Signal ed è un grande conoscitore e appassionato dell'età dell'oro della fantascienza.

Jamierubin.net | @jamietr | Goodreads

Se per ragioni di forza: Amazon | iBookstore | Bookrepublic

In the Cloud [in inglese]: Amazon | iBookstore | Bookrepublic ** **

Il futuro del libro è una sfida per tutti, in questi giorni, dagli autori ai lettori. Da autore in che modo immagini il cambiamento? Quali aspetti credi che si muoveranno più rapidamente?

Vedo cambiare la forma, ma il contenuto credo rimarrà più o meno lo stesso. Un grosso passo è stato fatto con il passaggio dai libri di carta "tradizionali" agli e-book. Inizialmente ero scettico, ma adesso amo le versioni digitali dei miei libri e vedo in loro moltissimi vantaggi rispetto ai corrispettivi cartacei. Detto questo, il Ciclo della Fondazione di Isaac Asimov si legge allo stesso modo a prescindere dal supporto, che sia la carta o un Kindle. Shakespeare e Dante anche, e vale lo stesso per Carl Sagan, Will Durant, Robert Heinlein, e John Steinbeck.

Immagino che quando si è cominciato a scrivere sul papiro ci siano stati dei detrattori, denunce del fatto che non ci fosse alcun bisogno di fissare le storie perché la memoria era sufficiente. Ci saranno probabilmente anche stati dei cinici che pensavano "questa è la morte della storia per come la conosciamo". Quando Gutenberg rese possibile la produzione di massa dei libri ci saranno stati quelli che si chiedevano il perché, dal momento che esistevano pochissime persone in grado di leggere. Quando gli editori cominciarono a produrre edizioni economiche sono sicuro che ci siano state persone che hanno alzato gli occhi al cielo e pensato che fosse arrivata la morte del romanzo. Non è una novità vedere questo stesso tipo di lamentele nel passaggio del testo dalla carta ai supporti digitali.

Quindi, qual è il futuro del libro? Potranno anche avere un aspetto differente da quello che hanno adesso, ma Shakespeare sarà sempre Shakespeare anche tra cent'anni, Asimov sempre Asimov, e le persone li leggeranno ancora.

Sia in Se per ragioni di forza che in In the Cloud una delle idee più forti è quella di una durata della vita che va oltre i limiti umani. Quali aspetti ti ispirano di più su questo argomento?

Rispetto alla durata della vita umana, in Se per ragioni di forza descrivo un'eccezione alla regola, mentre in In the Cloud do alla regola stessa una forma diversa.

Se per ragioni di forza - Jamie Todd RubinDando un'occhiata alle notizie mi capita di leggere di alcune condanne a 2 o 3 ergastoli. Non ne ho mai capito il senso. Mi sembra che un ergastolo sia già definitivo: la prigione fino alla morte. Cosa succederebbe, mi sono chiesto, se qualcuno con 3 o 4 condanne consecutive di 70 anni ciascuna avesse modo di sopravvivere a tutte? Questa è l'eccezione alla regola. 280 anni di prigione sono più o meno 10 generazioni. Come verrebbe accolto il condannato al suo rilascio? Come un eroe, nonostante i suoi crimini? I discendenti delle sue vittime proverebbero una sorta di rabbia genetica nei suoi confronti? In "Se per ragioni di forza" sono state questo tipo di domande a interessarmi di più.

In "In the Cloud" ho provato a ribaltare l'idea. Cosa succederebbe se l'immortalità fosse una pratica più o meno standard, grazie alla tecnologia, e se fosse così da migliaia di anni? La parola "morte" non avrebbe alcun significato. Caricare la nostra coscienza su un computer sarebbe poco più che un trasferimento. Che tipo di cultura avremmo, in un contesto di questo tipo? Cambierebbe la nostra definizione di morte, funerale, veglia, per non parlare del modo in cui interagiremmo con chi è stato caricato prima di noi. La mia idea era di dipingere questo scenario come una normalità in cui il mondo virtuale interagisce senza alcuna differenza con quello fisico. Puoi essere caricato un giorno, ma il giorno dopo puoi fare una videochiamata ai tuoi figli che vivono ancora nel mondo fisico. In ogni caso anche la normalità ha i suoi problemi. Qualcosa può andare storto. Finire in ospedale per un intervento di routine è rischioso, e ci sono alcune persone che se ne preoccupano moltissimo, per esempio. Quindi, mentre in "In the Cloud" descrivo un mondo in cui una vita infinita è la regola, Mani è il personaggio che fa eccezione e che sospetta che ci sia sotto qualcosa di più di ciò che è immediatamente visibile.

Le tue storie di fantascienza si muovono in ambientazioni e atmosfere tradizionali. Qual è la chiave per renderle così attuali?

Il mio modo di scrivere fantascienza è fortemente influenzato da scrittori come Isaac Asimov, Cyril Kornbluth e Alfred Bester: non è sorprendente che le atmosfere che creo siano tradizionali. Non sono sicuro di fare coscientemente qualcosa che le renda tali, se non l'applicare i principi della fantascienza tradizionale a idee del ventunesimo secolo. In particolare mi piace scrivere il tipo di fantascienza che mi piacerebbe leggere, e qualunque capacità io abbia nel far questo deriva dal mio entusiasmo nell'immaginare quanto mi divertirei a leggere una storia simile a quella che sto scrivendo.

Cosa pensi dell'attuale stato della fantascienza? Quali sono le caratteristiche più interessanti, oggi? 

Credo che ci troviamo in un nuovo periodo d'oro per la fantascienza di breve formato, in parte grazie alla capacità di renderla disponibile più velocemente in formato elettronico. In aggiunta alle tre principali riviste di genere (Analog, Asimov's e F&SF [negli Stati Uniti, N.d.R.]) - tutte e tre disponibili in diversi formati elettronici - esiste una grande varietà di nuove testate: Lightspeed, Clarkesworld, Daily SF, InterGalactic Medicine Show, Apex Magazine, Interzone, e Strange Horizons, solo per nominarne alcune. Grazie a loro un numero davvero ampio di storie viene pubblicato ogni mese, e molte di loro sono veramente belle. Quest'anno i nominati al Nebula nelle categorie per la short fiction sono così forti che è davvero difficile scegliere tra loro.

Vedo succedere tre cose nella narrativa di fantascienza contemporanea che mi sembra importante considerare: alcuni scrittori stanno compiendo molti sforzi per affermare la componente scientifica nei loro racconti, e questa tendenza è ciò che intendiamo di solito con "hard science fiction". Gli scrittori che lavorano su questo oggi stanno facendo davvero un buon lavoro, a mio avviso. Ci sono poi degli altri scrittori che sfidano la vecchia idea di fantascienza, cosa che credo sia di vitale importanza, nonostante io sia un grande appassionato dell'età dell'oro degli anni Quaranta. Questo è il modo in cui la fantascienza continua a vivere ed evolvere. È successo molte volte, nel corso della storia del genere e succede anche oggi. Infine abbiamo la possibilità di vedere davvero una grande varietà di stili di scrittura, e anche questo è un aspetto molto positivo.

Mi piacerebbe che ci dessi i tuoi migliori consigli di lettura. Sceglieresti tre titoli imperdibili?

  1. Trilogia della Fondazione, di Isaac Asimov
  2. Oltre Apollo di Barry N. Malzberg
  3. Blackout/All Clear di Connie Willis

Tre consigli per scrivere bene:

  1. Fare pratica, pratica e ancora pratica. A meno che non si abbia davvero un talento naturale, l'unico modo per diventare bravi sul serio è, come sempre, allenarsi.
  2. Leggere quanto più si può del proprio genere. Prima di trasgredire le regole ed essere innovativi, le regole bisogna conoscerle.
  3. Divertirsi! Diciamolo forte e chiaro: non è questo l'unico scopo, alla fine? Scrivete perché amate scrivere.
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