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Scrittori! Siate rigorosi, siate molesti

05 Apr 2012 in 40k originals, scrittura | questo post è lungo 1233 parole

Rhys HughesRhys Hughes è un prolifico autore di racconti con un mix eclettico di influenze, da Calvino a Borges. La maggior parte dei suoi lavori è caratterizzata da un umorismo eccentrico, con un gusto per la parodia e il pastiche dai toni surreali e sottintesi assurdi. Blog | @rhysaurus

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Il futuro del libro è una sfida per tutti, in questi giorni, dagli autori ai lettori. Da autore in che modo immagini il cambiamento? Quali aspetti credi che si muoveranno più rapidamente?

A essere sincero non ho proprio idea di cosa succederà nel mondo del libro. Ho finalmente accettato il fatto di non essere molto bravo nell'intuire le tendenze. Sono cresciuto negli anni Settanta, quando i futurologi avevano la reputazione di veri e propri profeti, per molte persone. Facevano affermazioni sicure e assertive sul futuro, spiegando in che modo avremmo vissuto in città sommerse e ascoltato musica suonata da robot e dicevano che nessuno avrebbe dovuto lavorare per vivere, ma nessuna di queste previsioni si è mai avverata. Quindi penso di essere stato in qualche modo infettato con una percezione difettosa del futuro, e che questo includa il futuro di qualunque cosa.

Sempre, da quando ho iniziato la mia carriera di scrittore, i professionisti del mondo del libro mi hanno detto che le cose erano meglio "ai bei vecchi tempi". Penso che la prima persona ad aver creato un libro su carta si sia sentita dire che le cose andavano meglio quando i libri erano cesellati su tavolette di pietra. Le cose andavano sempre meglio ai vecchi tempi. Crescendo mi sono trovato a dire la stessa cosa. Ma è una specie di mantra, non credo sul serio a quelle parole, perché in realtà non so affatto se le cose fossero meglio o peggio. Personalmente sono contento dell'arrivo degli ebook. Conosco molti scrittori di talento che invece non li apprezzano. È una questione di gusti, certo, ma anche di immediatezza. Un ebook può essere pronto in meno tempo rispetto a un libro normale. Il ché è bene per un autore prolifico come me, ma probabilmente è meno importante per scrittori meno produttivi. Qualunque cosa succederà nel mondo del libro, la mia unica strategia è di cercare di adattarmi per quanto possibile!

Sampietro Mischief, il ben noto "investigatore dell'assurdo", è il personaggio principale della tua serie "The Mischief Maker". Se avessi occasione di incontrarlo cosa ti piacerebbe chiedergli?

Penso che sarei restio a chiedergli qualunque cosa. Ha un certo non so ché di contorto, e non credo che ci si dovrebbe fidare di lui. Certo, tutte le storie sono raccontate dal suo punto di vista, quindi è in grado di nascondere gli aspetti più oscuri della sua personalità. Il modo in cui tratta Chives, il suo mostro domestico, non è molto gentile. Cerca sempre di giustificare il suo comportamento nei suoi confronti insistendo su quando Chives sia disobbediente, ma dovremmo interrogarci sull'opportunità di possedere o no un mostro domestico, innanzitutto.

Se un giorno troverò abbastanza coraggio potrei chiedergli "che diritto hai di trattare il povero Chives come uno schiavo? E per piacere non ricominciare con l'elenco di tutte le volte in cui non ha obbedito ai tuoi ordini o ha cercato di imbrogliarti. È sbagliato approfittarsi di qualunque essere vivente!". Sono sicuro che Sampietro avrebbe una risposta astuta per le mie accuse, o forse si metterebbe semplicemente a suonare fortissimo il suo oboe, per evitare la mia domanda.

Hai tracciato una mappa di Litalia, la terra in cui si svolgono i racconti e in cui le città prendono nome da alcuni famosi scrittori italiani. Abbiamo letto di Buzzati e Calvino nelle avventure pubblicate fin'ora: dove progetti di portarci in futuro, e perché?

Mi sono sempre divertito a disegnare mappe di posti che non esistono. Quando esistono almeno in parte è ancora più divertente. Non sono sicuro di quante avventure Sampietro Mischief avrà ancora. Tutte, però, si svolgeranno nelle città di Litalia.

Ho appena finito di scrivere la terza avventura della serie, "The Memory Fumes", ambientata a Svevo. Le città non si ispirano solo alle opere degli scrittori da cui prendono nome, ma anche dall'ispirazione che mi colpisce in un dato momento. Così l'avventura ambientata a Svevo ha come tema la memoria, la dipendenza, il ricominciare da capo, ma riguarda anche i paradossi di Zeno. Credo che sia la mia avventura preferita, fin'ora.

La quarta avventura si svolgerà a Eco. Non so ancora dove ambientare le storie successive. Boccaccio? Gadda? Di certo ne vorrò scrivere una ambientata a Luther Blissett e forse anche una a Primo Levi. Quante avventure saranno in totale? Non so. Credo di aver detto una volta che sarebbero state otto, e potrebbe essere una buona idea.

Cosa ne pensi delle storie con strani detective come protagonisti? Quali pensi siano le qualità più interessanti in questo genere, oggi?

Una delle ragioni per cui ho iniziato a scrivere questa serie è che non avevo mai cercato sul serio di scrivere alcun tipo di storia con protagonista un detective, prima. E ho anche letto davvero poca narrativa di questo tipo, con investigatori strani o no, in generale. Non ho neppure letto Sherlock Holmes, ancora! Le uniche storie che ho letto quando ero giovane erano quelle di "Bustos Domecq" di Jorge Luis Borges e Bioy Casares. Quindi non posso davvero definirmi un conoscitore del genere.

Poi ho avuto l'impressione di potermi avvicinare al genere da una nuova prospettiva, ma dal momento che non ne conoscevo le regole era un po' rischioso. Mi piacciono i rompicapi di logica, gli indovinelli, ma forse non abbastanza da creare una detective story a tutti gli effetti e abbastanza avvincente. L'unica cosa da fare era un tentativo. Una delle caratteristiche delle storie di Sampietro Mischief è che il criminale non viene mai punito sul serio e che il crimine stesso non è mai una cosa davvero grave. Questo potrebbe essere un po' sconfortante per alcuni lettori, ma l'idea è che la situazione creata dal crimine comporti in realtà una riorganizzazione della società, un'opportunità per cercare di vivere in modo diverso, almeno temporaneamente.

Mi piacerebbe che ci dessi i tuoi migliori consigli di lettura. Sceglieresti tre titoli imperdibili?

Intendi libri di altri scrittori? O libri miei? Il mio libro preferito in assoluto, parlando di narrativa, credo siano le Cosmicomiche di Italo Calvino, la collezione completa. Se non avessi scoperto la prima di queste storie più di vent'anni fa non sarei lo scrittore che sono oggi. Consiglierei anche La schiuma dei giorni, di Boris Vian, e Cyberiade, di Stanislaw Lem. Tutti questi libri sono brillanti, divertenti e incantevoli!

Ma se intendevi quali miei libri consiglierei, comincerei da due raccolte di racconti, The Brothel Creeper e Link Arms With Toads!, entrambi si trovano ancora. Molti dei miei libri preferiti ora sono fuori catalogo e molto difficili da rintracciare, ma credo che questi due rappresentino il mio modo di scrivere a dovere. Il primo è un po' cupo, più di quanto le mie storie lo siano di solito; il secondo è più leggero nel tono e nell'atmosfera. Consiglierei anche un libro in uscita, "The Truth Spinner", che credo sarà il mio migliore in assoluto. Non so ancora quando verrà pubblicato, ma con un po' di fortuna sarà entro il 2012.

Tre consigli per scrivere bene:

Certo, eccoli qui:

  1. Siate rigorosi.
  2. Siate molesti.
  3. E ignorate tutti i consigli!
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