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L'uomo che ti colpisce allo stomaco

21 Apr 2012 in news | questo post è lungo 391 parole

[](http://www.amazon.it/Luomo-mise-fine-Storia-ebook/dp/B007W8O7NE/ref=sr11?ie=UTF8&qid=1334995074&sr=8-1)(Seguici su TwitterFacebook o via feed RSS: prestissimo pubblicheremo l’intervista a Ken Liu)

Si dice che il valore di un racconto stia - oltre che nello stile, nella trama, nel ritmo - nella possibilità di leggerlo su più livelli.

Alcune storie più di altre mi fanno sentire combattuta tra l'urgenza di farvele conoscere e il desiderio di curarle ancora, perché non mi sembra di essere riuscita a cogliere del tutto quello che vogliono dirmi.

L'uomo che mise fine alla Storia è uno di quei casi. Le parole per invogliarvi a leggere il racconto di Ken Liu sembrano sempre fuori fuoco, imprecise.

Dovrei iniziare dal dire che si parla della Storia, quella tremenda dell'Unità 731, che mi ha lasciata atterrita e mortificata per il solo fatto che ne ignorassi l'esistenza? Quanta empatia con Evan Wei, il protagonista del racconto... capirete leggendo: capirete subito, questo.

Oppure dovrei partire dalla fantascienza, dalla scoperta che rende possibili i viaggi nel tempo e mette in discussione tutto quanto sappiamo della Storia, del modo di indagarla? Quando si dice che la fantascienza moderna è il modo migliore per farsi domande importanti sul presente, ecco: il racconto onora questa missione in modo alto.

Ma ancora, potrei parlarvene come di una riflessione sulla Storia stessa: sul senso del passato nel nostro modo di governare il presente. Quanto siamo in grado di sopportarne il peso, quanta parte dobbiamo lasciarne andare per poter guardare al futuro senza rimanerne schiacciati?

E poi la riflessione sulla Storia, intesa come narrazione. Qual è la missione del narrare? Cosa dovrebbe muovere la penn... pardon, il cursore sul monitor dello scrittore, qual è l'ideale più alto da perseguire?

La questione straordinaria è che se mi chiedeste di consigliarvi un libro che risponda almeno a una di queste domande dovrei scegliere almeno un paio di romanzi per ciascuna. Per una sola, intendo. Più romanzi per rispondere in modo soddisfacente a ciascuna delle domande qui sopra.

Ken Liu risponde a tutte, nell'arco un romanzo breve. E lo fa in modo così solenne che dopo l'ultima parola sono rimasta in silenzio a fissarla per qualche secondo. Poi ho pensato di rileggerlo subito: per trovare tutte le altre domande di cui non sono ancora riuscita a cogliere le risposte.

Dai primi feedback di chi ha già letto il racconto, sembra che le nomination al Nebula e al Hugo di quest'anno siano meritate.

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