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Le regole dell'horror

07 May 2012 in 40k originals, scrittura | questo post è lungo 1059 parole

Kaaron Warren è un'autrice australiana vincitrice di numerosi premi. Scrive racconti e romanzi di diversi generi, principalmente horror, fantascienza e fantasy.

Kaaron Warren | @KaaronWarren | Goodreads

Frammenti di ossa: Amazon | iBookstore | Bookrepublic

Il futuro del libro è una sfida per tutti, in questi giorni, dagli autori ai lettori. Da autore in che modo immagini il cambiamento? Quali aspetti credi che si muoveranno più rapidamente?

Penso che non ci sia nessuna possibilità che il libro muoia: siamo tutti troppo dipendenti dal raccontare e ascoltare storie perché questo possa accadere. Gli scrittori possono attingere a così tante informazioni via Internet - forum, riviste, enciclopedie - che le opportunità per trovare ispirazione sono davvero infinite. E lo stesso vale per la base di lettori. Esistono numerosissimi gruppi intorno agli autori, e i loro temi vanno dalla critica al semplice supporto. Ci sono Twitter e Facebook per stare in contatto anche mentre sei solo nel tuo studio a scrivere storie segrete. Tutto questo rende la vita di uno scrittore meno isolata. L'informazione, la comunicazione e il supporto sono diventati istantanei, immediati. E, qualche volta, sono immediate anche la distrazione e il nervoso!

Mentre il processo di scrittura rimane lo stesso - per quanto mi riguarda - dato che non ci sono scorciatoie, oggi posso vendere il mio racconto in un giorno e leggere le risposte del pubblico in tempi brevissimi.

In Frammenti di ossa descrivi il futuro in un mondo infetto, in cui la malattia è diffusa almeno quanto l'egoismo, ed entrambi costituiscono le basi della società. Come sei arrivata a questa idea?

Hai colto esattamente il punto da cui ho tratto ispirazione: una società egoista. Ho conservato per almeno due anni un foglietto con scritte le parole "Come sarebbe una società in cui nessuno facesse più niente per i poveri?" Mi chiedevo che tipo di persone saremmo se il desiderio di aiutare il prossimo fosse scomparso, e se ciascuno pensasse davvero unicamente per se stesso.

L'idea mi è venuta perché ero stanca di essere assillata dai tizi che per strada chiedono un'offerta per qualche causa. Visi luminosi, giovani carini che ti chiamano e ti dicono "Ciao, come va oggi?", in cerca di un'offerta. Non accetteranno pochi dollari: devi firmare per una piccola offerta periodica dal tuo conto in banca. Non accetteranno nemmeno un "no" come risposta, ti seguono per strada e usano il loro fascino per cercare di accalappiarti. Sono convinta che facciano passare la voglia alle persone di fare un'offerta, o che chi la fa alla fine se ne penta. C'è sempre il rischio di un sovraccarico di compassione. In Frammenti di ossa ho immaginato come sarebbe un mondo in cui ognuno è l'unico a prendersi cura di se stesso, con aiuti davvero piccoli da parte del prossimo o dello Stato. Come si comporterebbero le persone, e a cosa ci porterebbe?

Oltre questo mi ha sempre affascinato molto l'idea che abbiamo del nostro aspetto e come pensiamo di dover apparire. Gli estremismi a cui le persone possono arrivare alla ricerca di un corpo snello. Quindi l'idea dello Slenderize, l'integratore dietetico venduto dai protagonisti del racconto, si è sviluppata da qui. Era un'idea affiancata a quella di egoismo a cui stavo pensando per la società, in cui l'aspetto fisico fosse molto più importante rispetto a una quantità di altre cose.

Frammenti di ossa è un racconto horror con molti elementi della distopia. Che cosa ami di più di questa commistione?

L'horror riguarda immaginare il peggio senza cedere alla tentazione di addolcirlo. Non c'è posto per la speranza in questo genere, almeno io non credo ce ne sia. Descriverei allo stesso modo la distopia: nessuno spazio alla speranza. Perché mi affascina tanto quest'assenza e perché penso che funzionino bene assieme? Per via della loro onestà. Credo che molte persone amino la narrativa per poter fuggire, e lo capisco. La vita è dura, il mondo è opprimente.

Preferisco scrivere la mia versione di realtà perché mi ha sempre interessato capire cosa ci sia sotto. Quale sia la verità dietro le parole di un uomo, dietro le azioni di una donna? Quando finisco di leggere o scrivere il mondo reale sembra un posto più gentile, più delicato. Amo molto questa sensazione.

Cosa ne pensi della narrativa horror? Quali pensi siano le qualità più interessanti in questo genere, oggi?

Trovo che ci siano tantissime belle storie horror ai giorni nostri, sia racconti che romanzi. Autori come Reggie Oliver, Laird Barron e Gemma Files scrivono davvero dei bei libri. L'horror come genere si è aperto molto negli ultimi anni. Vediamo storie più varie, con più attenzione a diversi aspetti della società e alle persone che popolano quei racconti.

Abbiamo visto anche una rinascita dei filoni dedicati a zombie e vampiri, con uno sviluppo al di là delle loro premesse originarie. I temi che vedo evolvere sono famiglie distruttive, la società invasiva, personaggi di città sperduti nella campagna più profonda e altre cose del genere. Specchi sul mondo. È curioso: nelle mie recenti letture per lo Shirley Jackson Award, mi sono accorta che moltissimi scrittori usano come protagonisti dei loro libri dei gemelli!

Mi piacerebbe che ci dessi i tuoi migliori consigli di lettura. Sceglieresti tre titoli imperdibili?

Tra i miei tre preferiti più recenti ci sono:

  1. Un romanzo: Sheri Holman, Witches on the Road Tonight
  2. Una raccolta di racconti: Livia Llewellyn, Engines of Desire
  3. Un'antologia di racconti: Dead Red Heart, Ticonderoga Books

Tre consigli per scrivere bene:

I miei tre consigli credo siano simili a quelli che qualunque altro scrittore vi darebbe!

  1. Leggete in lungo e in largo. Riflettete su ciò che state leggendo e non date niente per scontato.

  2. Scrivete ogni volta che potete. Non pensate di dover aspettare che la musa vi bussi alla porta o finché non vi trovate nelle migliori condizioni per farlo. Allenatevi a scrivere ovunque e in qualunque momento, se potete. Non avete bisogno di un posto speciale per scrivere. Tutto quello di cui avete bisogno è di qualcosa su scrivere.

  3. Prendete appunti ogni volta che vi viene un'idea o che sentite un frammento di conversazione interessante, o quando notate qualcosa di nuovo o curioso. Non convincetevi che ve lo ricordereste, perché ve ne scorderete senz'altro! Ridate un'occhiata ai vostri appunti quando avete bisogno di scrivere una storia o siete a corto di ispirazione, e cercate di usarli per raccontare.

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