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Il racconto è l'identificazione di un'essenza

05 Jun 2012 in 40k originals, scrittura | questo post è lungo 1231 parole

Angela Slatter  è un'autrice australiana di narrativa fantastica. I suoi racconti sono comparsi in numerose antologie e riviste e hanno ricevuto diversi premi e menzioni speciali.

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*Il futuro del libro è una sfida per tutti, in questi giorni, dagli autori ai lettori. Da autore in che modo immagini il cambiamento? Quali aspetti credi che si muoveranno più rapidamente?*

Credo che tutta l'idea, o meglio, non solo l'idea, ma la realtà, l'evidenza del modo in cui la tecnologia sta cambiando l'industria del libro, stia portando diversi malumori tra gli editori tradizionali. Molti di loro non riescono a cogliere che si tratta di un'opportunità e non di una minaccia per il loro settore. Devono riorganizzare i loro modelli di business così da poter soddisfare sia il mercato della carta sia quello del digitale. Non ha senso nascondere la testa sotto la sabbia e sperare che gli ebook spariscano. Non lo faranno, ma questo non significa che rappresentino la morte del libro di carta. Non lo sono: questo è semplicemente un periodo di grande cambiamento, in cui il mercato si deve assestare per accogliere nuovi formati e nuovi media. Questi cambiamenti possono essere visti in due modi: come ostacoli o come opportunità.

L'ebook è un bel passo avanti per gli autori, dal momento che rappresenta un ulteriore flusso di guadagni (nella misura in cui gli editori saranno in grado di capire che non potranno corrispondere gli stessi anticipi della sola versione cartacea per la combinazione di carta ed ebook, sarebbe come andare al supermercato e pagare le uova dicendo "be', ho comprato le uova, quindi prendo anche un po' di pancetta. Come? Servono dei soldi anche per la pancetta? Non scherziamo!").

Un aspetto negativo del fai da te nell'editoria digitale è la marea di titoli in self publishing che non passano per un processo di editing e correzione di bozza. È triste, perché significa che c'è moltissima spazzatura in giro, e questo ha un impatto sulla decisione di acquisto deli lettori: nessuno vuole pagare per della spazzatura. Gli scrittori devono capire che solo perché ora possono pubblicarsi da soli in modo semplice non significa che l'onere di produrre un libro di pari qualità editoriale rispetto a quelli pubblicati attraverso un editore sia minore. Un libro di qualità, ben editato e corretto, con una trama solida, è sempre il prodotto finale al quale dovremmo ambire.

The Girl With No Hands (and Other Tales) è una raccolta di fiabe ispirata da classici da tutto il mondo. Come affronti la tradizione e qual è il tuo modo di renderla attuale?

Sono cresciuta con le fiabe, in particolare con quelle europee:  sono stata molto fortunata ad aver perso molta della "Disneyficazione" delle storie che leggevo. Penso che le fiabe abbiano una struttura molto riconoscibile per i lettori e se usi un background noto per le tue storie, le tue riscritture, puoi inserirti in un insieme di conoscenze che il lettore già ha. C'è una certa quantità di capitale culturale su cui poter contare riguardo un certo tipo di pubblico, un capitale che è già in loro possesso, per esempio l'incipit "C'era una volta" è una frase di grande peso. Richiama un'esperienza di lettura molto specifica per un lettore che la riconosce come l'inizio di una fiaba, così come succede con "in un paese lontano lontano..."

Quando lavoro con le fiabe cerco di scegliere i punti salienti della trama e i temi che già funzionano. Per esempio "Cappuccetto rosso" parla (secondo me) di coraggio, del ciclo della vita, della trasformazione: questi temi sono quelli su cui mi concentro scrivendo. I caratteri fondamentali sono il cattivo (il lupo), l'eroina (la ragazzina) e la nonna (una figura saggia e anche una destinazione: l'eroina non solo sta andando fisicamente a trovarla, si sta muovendo verso di lei lungo il sentiero stesso della sua crescita, del suo futuro diventare nonna. Sta prendendo il suo posto nel ciclo della vita).

I temi delle fiabe sono universali: mi piace restare vicina agli originali e allo stesso tempo intrecciarli con idee mie; lo stesso vale per i personaggi più riconoscibili. "Dresses, three" è una versione di "Pelle d'asino" così come "Sourdough". Più precisamente, entrambe contengono alcuni elementi dell'originale.  ‘Dresses, three’ riprende la richiesta di tre abiti molto precisi, e "Sourdough" riprende la principessa che nasconde i gioielli nel cibo per ottenere un certo risultato. Modernizzare la situazione e l'ambientazione può aiutare a rendere attuali i classici per i lettori di oggi. Ma tendo a stare vicina alle ambientazioni originali, dato che lo preferisco sia come autrice sia come lettrice.

"Racconti brevi, scritti in modo eccellente, con un equilibrio perfetto tra bellezza e tenebre in ogni pagina", dice Paul Haines in una recensione di The Girl With No Hands. Cosa ami di più dello scrivere racconti e come riesci a creare un atmosfera cupa in poche pagine?

È una recensione molto carina da parte del meraviglioso Paul Haines!

Per me la narrativa breve, i racconti, riguardano molto l'identificazione di un'essenza, la cosa più importante che vuoi mostrare al lettore. Questo si traduce in un aspetto fondamentale: qual è la domanda principale, in questa storia? Di quali cose ho un bisogno assoluto per  raccontare al lettore dei miei personaggi, dell'ambientazione, dei dialoghi? I racconti non hanno il lusso di un sacco di pagine e parole, o di un cast infinito di personaggi. Tutto, in un racconto, ha bisogno di un duro lavoro (che sembra sempre senza risultati!): stai mostrando uno stralcio di vita, quello che si dice "dilatazione dell'attimo", quindi devi essere un po' spietato con quello che conservi e quello che invece elimini. Adoro questo tipo di sfida. Il modo in cui si costruisce qualcosa che implica usare meno risorse possibili. C'è qualcosa di magico nel racconto, un gioco di fumo e specchi: la sfida è capire quanto si è abili a gestirlo.

Con le fiabe ci sono tropi e motivi da utilizzare per suscitare determinate reazioni nel lettore, per esempio un lupo in un bosco suggerisce qualcosa di spaventoso e selvaggio, incontrollabile, pericoloso. Allo stesso modo, una matrigna strega, una nonna amorevole, una regina vedova, un castello su una collina, un arcolaio e un fuso, sono tutti oggetti con un'eredità di immagini molto ricca nelle fiabe, che può essere sfruttata per creare la giusta atmosfera.

Cosa pensi dell'attuale narrativa fantastica? Quali sono le qualità che riesci a vedere? 

È difficile rispondere dato che ne esistono così diverse manifestazioni in giro per il mondo. Il filone post-apocalittico è molto gettonato ed è sempre interessante vedere in che modo gli altri vedono il futuro. Ho qualche speranza che i romance con protagonisti i vampiri muoiano di morte naturale, dato che preferisco i vampiri in veste di personaggi spaventosi, con i denti, insomma! Amo molto la rinascita delle storie di fantasmi: credo che sia un bel sentiero da ripercorrere, per gli scrittori.

*Mi piacerebbe che ci dessi i tuoi migliori consigli di lettura. Sceglieresti tre titoli imperdibili?*

Oh, solo tre! Ok: Bluegrass Symphony di Lisa Hannett; Abbiamo sempre vissuto nel castello, di Shirley Jackson; e Lasciami entrare di John Arvjide Lindqvist.

*Tre consigli per scrivere bene:*

  1. Leggete molto: un bravo scrittore è anche un ottimo lettore.
  2. Sappi, accetta e affronta il fatto che la prima bozza non è mai l'ultima: scrivere significa riscrivere.
  3. Metti su un po' di corazza e capisci che non tutti ameranno ciò che scrivi. Ricorda che la scrittura non è ciò che sei, è solo qualcosa che fai.
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