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La fine del mondo che conoscevamo

11 Jun 2012 in idee trovate in giro | questo post è lungo 214 parole

"Ecco le brutte notizie.

  1. Le librerie indipendenti stanno aumentando per numero e vendite. Perché è una brutta notizia per gli editori tradizionali? Perché hanno concentrato la loro forza vendite verso quattro o cinque interlocutori, le librerie di catena. E strano, questo include anche Amazon, il loro "antagonista". Ora la loro forza vendite è in grado di vendere a due o tre interlocutori, e non ci sono entrate dalle librerie indipendenti.

  2. Il numero dei libri stampati è aumentato. Ma solo per via dei titoli pubblicati in modo autonomo e indipendente. Tolti questi titoli, il numero di libri stampati è rimasto pressoché invariato. Se poi si aggiungono gli ebook, che sappiamo bene essere una scelta privilegiata da parte degli autori indie, i libri in vendita negli Stati Uniti includono un numero ancora maggiore di titoli pubblicati al di fuori del circuito tradizionale, sui quali gli editori non hanno controllo e da cui non hanno entrate.

  3. La narrativa di genere sta avendo successo più che mai. Oh, santo cielo. L'America intera legge spazzatura. Più precisamente, l'America intera sta leggendo spazzatura che le case editrici tradizionali, i recensori e l'intero sistema editoriale non approva. Questa dev'essere veramente la fine del mondo."

Leggi tutto: The Business Rusch: The End of The World as We Know It

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