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Cosa non può mancare in una storia coinvolgente?

14 Jun 2012 in 40k originals, scrittura | questo post è lungo 1090 parole

Deborah Biancotti  è una scrittrice australiana. Ha pubblicato di recente la sua seconda raccolta di racconti, Bad Power, e sta lavorando ai suoi primi romanzi. Blog | @deborah_b

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Il futuro del libro è una sfida per tutti, in questi giorni, dagli autori ai lettori. Da autore in che modo immagini il cambiamento? Quali aspetti credi che si muoveranno più rapidamente?

Mi sembra che per gli autori si stia aprendo un mondo, specialmente per quelli che desiderano sperimentare metodi non tradizionali per raggiungere il pubblico. Per quanto mi riguarda adoro l'idea dei "single", in particolare, in cui un racconto può essere venduto da solo anzi che all'interno di un'antologia o una raccolta. Penso che sia esaltante e in qualche modo rivoluzionario. Mi interessa molto vedere se anche per l'editing ci saranno evoluzioni verso l'indie, così come sta accadendo per la scrittura.

Adoro poter comprare uno o due racconti per una veloce lettura nel pomeriggio. E da quando leggo più spesso formati brevi mi piace pensare che forse l'intera rivoluzione degli ebook potrà riportarci ai giorni in cui i romanzi erano di 60.000 parole o meno, e i racconti si trovavano in ogni edicola. Al contrario dei grossi vincoli d'accesso che l'editoria ha posto per salvaguardare l'economia di scala della carta stampata.

Oppure potrebbe emergere un formato completamente nuovo. C'è spazio per ogni ipotesi.

Bad Power è una raccolta di racconti polizieschi, con una serie di personaggi particolari: il genere che detesta avere dei superpoteri. Cosa apprezzi di più nella commistione tra poliziesco e fantastico?

Direi che l'aspetto che preferisco è la contrapposizione di ordine e caos che scombina il sistema della giustizia e della sicurezza con l'introduzione di un mondo che non riusciamo a capire. C'è qualcosa di onorevole in questo tentativo, e anche di malinconico nell'inevitabilità del fallimento. Sai, è qualcosa di davvero umano il tentare di affrontare il caos e il vuoto, il fatto che siamo mortali e l'ostilità, l'apparente impossibilità della vita. Cerchiamo sempre di preservare strade e tradizioni che siamo in grado di capire. Cerchiamo di proteggere noi stessi e gli altri. Cerchiamo sempre di fare del nostro meglio.

In Bad Power, il Detective Palmer cerca davvero di fare del proprio meglio. È compassionevole e umana anche quando il mondo intorno a lei crolla proprio riguardo quei valori. I risultati dal mio punto di vista non sono buoni. Palmer, nella mia mente, è un esempio vivente delle conseguenze, del fatto che le buone intenzioni, in realtà, non vanno da nessuna parte.

Lo stesso vale per il Detective Ponti, che è distrutto dai suoi stessi poteri. Ha la straordinaria abilità di trovare bambini scomparsi. Ma il suo potere è così incredibile che le persone iniziano a sospettare che sia implicato nelle scomparse. La sua vita e la sua carriera sembrano a un punto morto. Ma non demorde, continuando a fare il suo lavoro al meglio che può. Non è sconfitto. Ancora.

I tuoi lettori amano la tua abilità con dialoghi e immagini: una maniera bellissima per definirli è "cinematografici". Quale pensi sia la maniera migliore di catturare l'attenzione dei lettori, secondo te? Ci sono aspetti particolari che non vanno assolutamente trascurati?

Be', grazie! Da lettrice adoro il momento in cui ci si immerge in una storia, quando ci si immedesima sul serio e ci si fida completamente dell'autore. Il modo in cui succede, credo, è diverso per ogni lettore. Ma per quanto mi riguarda quello che non può mancare è un buon personaggio. Per una storia che funzioni si ha bisogno di pensare bene all'effetto, e un modo per farlo è trovare personaggi su cui si possa davvero lavorare. Questo è di sicuro ciò che sta dietro il mio desiderio di scrivere dialoghi interessanti e un mondo evocativo per l'immaginazione: quella e l'immersione a cui ambisco.

Cosa pensi delle attuali storie poliziesche? Che qualità riesci a vedere nel genere, oggi?

Una delle cose che amo di questo genere è che le storie hanno quasi sempre una struttura narrativa solida e forte, con personaggi ben definiti. Si comincia in genere con un crimine per concludere con una risoluzione, e nel tragitto ci si attraversano un gran numero di vite complesse, i cui problemi, in genere, sono grossi. È una struttura che non è mai andata fuori moda, e questo perché dà soddisfazione ed è versatile. È un formato che trascina i personaggi, che scalciano e gridano, indifferente a quanto succede nelle loro vite.

Oggi come oggi penso che il poliziesco si stia espandendo e stia assumendo un ruolo anche in storie di altro genere. Non è un paese per vecchi di Cormac McCarthy è un poliziesco, ma anche un literary, una storia western gotica, un thriller. Katherine Howell, un'autrice australiana, scrive polizieschi dal punto di vista dei paramedici, non solo dei poliziotti. Parlando di graphic novel, Gotham Central è un meraviglioso poliziesco ambientato a Gotham City e con protagonisti dei poliziotti che iniziano a non sopportare i supereroi (Batman, per intenderci) almeno quanto non sopportano i criminali. E non intendo neppure cominciare a parlare dei polizieschi in televisione, come Detroit 187, Southland, The Killing, Wallander. Luther, Rush...

Mi piacerebbe che ci dessi i tuoi migliori consigli di lettura. Sceglieresti tre titoli imperdibili?

Oh, mamma: solo tre? È difficile.

Bene, penso che Katherine Howell avrà un grande successo. Cold Justice è un thriller d'azione ambientato a Sydney: non dovreste perdervelo. È una storia raccontata da più punti di vista e con una serie di personaggi forti e complessi, le cui storie ruotano intorno a un caso di omicidio di un ragazzo avvenuto vent'anni prima. Il tema è quanto il presente appartenga al passato.

Amo moltissimo Bad Things di Michael Marshall Smith e credo che dovreste leggerlo. Penso che abbia raggiunto un momento alto della sua scrittura, con questo libro: parla di un uomo che vede il figlio scomparire davanti ai suoi occhi, e sembrano esserci ragioni spettrali dietro questa scomparsa. La sua scrittura è limpida in modo meraviglioso, si riesce a empatizzare con i personaggi in modo immediato.

E poi... The Monkey's Mask di Dorothy Porter: è un poliziesco brillante, sexy e intelligente, raccontato in versi. È un poema che porta la forma a una sua conclusione logica: tutti amiamo delle storie con un'azione scattante e veloce, giusto? Be', questa storia è decisamente veloce e scattante. La Porter è una delle poetesse australiane migliori, più interessanti ed energiche e credo che dovreste leggere almeno uno dei suoi libri.

Tre consigli per scrivere bene:

  1. Continuate a scrivere.
  2. Ignorate le persone che cercano di sminuirvi.
  3. Per dirla con Goethe, “Senza fretta ma senza sosta.” (altrimenti detto: continuate a scrivere!)
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