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La fine dell'Era del Buon Senso: Linkiesta intervista Stefano Maruzzi

28 Jun 2012 in news | questo post è lungo 253 parole

"Ma perché La fine dell'era del buon senso? Premetto che adoro questo titolo. Lo trovo molto "potente" perché apre a una nuova fase, crea qualche perplessità e di sicuro suscita curiosità. Almeno, questa la mia percezione. La sua connotazione è solo positiva: non si tratta di chiusura rispetto al passato, ma di totale apertura verso un nuovo futuro che aggiunge al vecchio (quanto ho identificato con il termine buon senso) un nuovo modo di pensare e operare capace di dischiudere nuove porte. Il tutto con implicazioni interessanti. Alcune delle vere e proprie novità, altre delle rivisitazioni in digitale e, in quanto tali, capaci di trasferire maggiore utilità alle persone e ai business coinvolti.

Puoi fare un esempio che illustri questo passaggio all'era post buon senso? Con piacere. Settore alberghiero, tanto per cambiare. Gestione della prima colazione. Si tratta di un'attività routinaria - 365 giorni all'anno - con diverse peculiarità: orario presto della giornata con quindi implicazioni sulla forza lavoro coinvolta, distribuzione in più luoghi, dalla sala a un numero di camere variabili di giorno in giorno, con l'elemento tempo che gioca un ruolo rilevante sia per durata limitata della finestra nella quale svolgere il servizio che per sovrapposizioni nella distribuzione nello stesso arco temporale su più camere dislocate in più piani. Non una missione impossibile, ma un esercizio che richiede coordinamento e che potrebbe essere ampiamente migliorato ed efficientato."

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