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Il mestiere dell'editor (a caccia dell'araba fenice)

05 Dec 2012 in idee trovate in giro | questo post è lungo 162 parole

«La pubblicazione non è un esame di buona scrittura - e meno ancora di buona sintassi e grammatica. E lo scrittore novellino capace di sfornare un romanzo "chiavi in mano", tirato a lucido e pronto per la pubblicazione è una specie di araba fenice. Che ci sia ciascun lo dice, dove sia nessun lo sa. Però provate a immaginare un buon romanzo scritto così così. Ottima storia, personaggi accattivanti, atmosfera perfetta - e sintassi spaventosa. Meglio gettare tutto alle fiamme o meglio mettere all'opera qualcuno che addomestichi la consecutio temporum?

[...]

Altre volte invece si tratta di buchi in una trama altrimenti buona, di lungaggini, di magagne dovute all'inesperienza dell'autore. A parte tutto il resto, si può anche pensare che lavorando con un buon editor l'autore possa imparare dai propri errori - cosa che potrebbe in teoria fare anche da solo, ma diventa più facile e più costruttiva se qualcuno gli punta il naso nella direzione giusta.»

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