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Ogni autore dovrebbe imparare a fare il self publisher

11 Dec 2012 in 40k originals, scrittura | questo post è lungo 956 parole

Piotr Kowalczyk è un geek, un'entusiasta degli ebook e un self publisher. Collabora con TeleRead e Read an Ebook Week. Ha fondato Ebook Friendly, un servizio che aiuta a scoprire ebook eliminando le distrazioni. Blog | @namenick

Il self publishing è una grandissima opportunità per gli autori, oggi, ma non per tutti potrebbe essere la scelta migliore. Quando pensi che un autore dovrebbe intraprendere questa via?

Penso che ogni autore dovrebbe cercare di imparare come funziona il self publishing. Senza eccezioni: tutti. Non significa che un libro debba essere pubblicato. Significa solo che bisogna diventare in grado di riconoscere le opportunità. E ce ne sono tantissime. La prima è il controllo sul processo di sviluppo del libro. "Sviluppo" è una bella parola, migliore di "pubblicare", perché coinvolge aree nuove, emerse con l'editoria digitale: formattazione e gestione di file elettronici, presenza online dell'autore o editing e valutazioni basate su meccanismi di community, per elencarne alcune.

Quando l'autore capisce quanto lavoro è necessario fare, è in grado di decidere se continuare con il self publishing o no. Dire semplicemente "non fa per me" preclude l'opportunità, per l'autore, di mettere in luce competenze che potrebbero contribuire al successo del libro. Uno dei talenti di cui gli autori non sono consapevoli è, per esempio, la capacità di ottenere una grandissima attenzione in Rete. E continueranno a ignorarlo finché non decideranno di costruire una community attorno ai loro libri.

In ogni caso ci sono alcune aree in cui gli autori capiscono che non ci sarà modo per loro di diventare bravi. Anche in questo caso vale la pena di provare: magari l'idea di non essere bravi nell'auto-promozione di un libro o che semplicemente non vi piaccia farlo potrebbe essere sbagliata. Altrimenti, se davvero non vi diverte, allora è il momento di fermarsi.

Se dovessi elencare tre esempi di successo nel self publishing, chi sceglieresti e perché?

Se dovessi proporre a un aspirante autore delle storie di successo sul self publishing, non si tratterebbe di Amanda Hocking, John Locke, o Barbara Freethy. Affatto. Ce ne sono di più importanti:

  1. Tu, come scrittore.

Scrivere un libro è una cosa. Scrivere di un libro è una cosa molto diversa. Dovrai imparare a scrivere in poche frasi la miglior descrizione possibile (del tuo romanzo di 600 pagine). E riscriverla. E riscriverla un'altra volta. Sistemarla per un comunicato stampa. Per Amazon. Per Smashwords. Per il tuo sito, dove puoi farla più personale, dato che è accompagnata da un contesto che ti riguarda. Cambierai la descrizione nel corso della vita del tuo libro. È diversa nei primi tempi, quando non ci sono recensioni. È diversa quando entri nella lista dei bestseller. È diversa quando ottieni una recensione a 5 stelle del New York Times.

E la descrizione del libro è solo l'inizio.

  1. Tu, come persona.

La scrittura di un libro coinvolge altre persone: i personaggi. Mentre scrivi ti trovi circondato da loro in una stanzetta piccola e stretta. Se accetti la sfida e decidi di tentare il self publishing, stai aprendo una finestra: una finestra che nemmeno sapevi che esistesse. Attraverso quella finestra vedi altre persone: e questa volta sono vere. E possono aiutarti, molto. Perché il self publishing, alla fine, riguarda l'aiuto reciproco. Stabilirai delle relazioni migliori e sarai più consapevole delle tue competenze reali.

Considera che non sto cercando di convincere nessuno che un self publisher possa essere un ottimo editore o uomo di marketing. Tutto riguarda l'essere uno scrittore migliore, alla fine.

Tre consigli per gli scrittori, tre passi per diventare self publisher:

  1. Impara dalla tua esperienza, ma scegli il libro con saggezza.

La mossa migliore per imparare è cercare di percorrere il processo di pubblicazione dall'inizio alla fine. Se decidi di farlo, scegli il primo libro con saggezza. Non dev'essere il miglior romanzo della tua vita. E non lo sarà, in effetti. Se hai scritto un racconto, comincia da lì. Se hai scritto qualche saggio da cui poi hai preso spunto per il romanzo, pubblica quelli prima. Imparerai a riconoscere le cose da evitare e quelle da combattere per il libro successivo, quello importante.

  1. Coinvolgi gli altri nel tuo processo di scrittura.

Il self publishing riguarda soprattutto l'esplorazione di nuove aree, la sperimentazione e il cambio di prospettiva. Scrivere un libro è un processo dinamico e coinvolgere i lettori in quel processo può rendere il libro più interessante.

Lo so, avete in mente molte domande. Una sulla motivazione: "e se qualcuno fa un commento stupido appena finisco il primo capitolo?". Se nessuno vede il tuo libro finché non lo mandi a un editore o lo metti direttamente in vendita, avrai senz'altro buone possibilità di finirlo così come lo avevi in mente. Ma il libro non è solo ciò che scrivi, ma anche quello che gli altri leggono. Lascia che i lettori ti aiutino a scrivere un libro migliore.

  1. Continua a imparare.

Quando decidi di fare il self publisher, decidi di mantenerti costantemente in contatto con le novità dell'editoria digitale. Il 2011 è stato l'anno dei libri a $0.99. Ora molti autori decidono di passare a $2.99. Il libro magari non arriverà nella Top 100, ma avrà più margine per l'autore. I self publisher hanno imparato, poi, che assumere un grafico per la copertina è una buona idea, così come un editor.

C'è un aspetto nel digitale diverso dall'editoria cartacea, che sta cambiando in modo velocissimo. Ogni giorno vengono fuori nuovi strumenti ideati per pubblicare e pubblicizzare meglio i libri. Ogni strumento rappresenta un'opportunità. Puoi coglierla o lasciar perdere.

Il self publishing riguarda la ricerca di nuove strade per far conoscere il tuo libro sul Web in modi prima del tutto sconosciuti. E questa è la cosa più eccitante.

Leggi l'intervista originale: Every writer should learn to self-publish

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