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Anche tu dovresti farti un feed reader

10 Mar 2014 in web | questo post è lungo 696 parole

Uno strumento indispensabile per orientarsi tra le proprie letture web preferite è indubbiamente il feed reader, di fatto un aggregatore di fonti selezionate dall'utente che si aggiorna in automatico ad ogni novità pubblicata.

Funziona così: invece di andare prima su Boing Boing poi su Wired, prima su TechCrunch poi su The next web, sempre a controllare se c'è qualcosa di nuovo, crei una lista dei tuoi siti preferiti e in un unico luogo trovi aggregati tutti gli articoli delle fonti che ti interessano. In questo modo la consultazione è facile, veloce e spesso anche abbellita da un'interfaccia grafica molto curata.
Si possono raggruppare i contenuti per temi, per lingue, o in base al criterio che preferisci. Puoi personalizzare le tempistiche di aggiornamento e di notifica.

Ci sono diversi software o applicazioni che svolgono questa funzione, sia online che offline. Il grande classico è stato per molto tempo Google Reader, un aggregatore web-based nato nel 2005, uscito dalla beta nel 2007 e tristemente scomparso nel 2013. La ragione ufficiale è stata indicata nel poco traffico generato dalla piattaforma, anche se non ci sono cifre ufficiali e si tratta di capire come Google quantifichi il "poco traffico". Certo è che Larry Page ha deciso di puntare di più su altri prodotti, come ad esempio Google Plus (il cui staff è in parte emigrato da Google Reader), e che in effetti Google Reader era sostanzialmente privo di pubblicità. Il suo successo fu dovuto, almeno all'inzio, al sistema di condivisione dei contenuti integrato nel feed reeder, saltato già negli ultimi mesi del 2011 proprio per spingere Google Plus.

In effetti, aldilà del servizio di aggiornamento, notifica e aggregazione, la scelta del feed reader dipende molto anche da funzioni opzionali: dalla condivisione sui social network alla possibilità di scoprire nuove fonti in base a quelle scelte, dall'interfaccia - leggerai tutti i tuoi siti attraverso la stessa grafica, deve piacerti! - all'usabilità, fino alla possibilità di salvare articoli che trovi in giro per il web da leggere in un secondo momento e molto altro.

Flipboard, ad esempio, è un'applicazione che consente di creare una sorta di megazine personalizzato in base ai contenuti che gli utenti condividono sui social network che ha puntato tutto su facilità d'uso e di lettura, più carente però sul fronte della scoperta di nuovi contenuti.

Zite, lanciata nel 2010 e acquistata dalla CNN nel 2011, ha introdotto alcune novità molto apprezzate rispetto a Flipboard per aumentare il livello di personalizzazione della propria rivista: categorie, feedback del lettore, articoli visualizzati e condivisi sono tutti dati di cui l'applicazione si nutre per affinare i propri filtri e la qualità - o meglio la pertinenza - delle proposte di lettura, partendo da un interesse principale.

Facebook Paper va in questa direzione: una versione completamente ridisegnata di Facebook, con molto più spazio per le notizie più importanti del momento, divise in 19 sezioni che l'utente può personalizzare. Il collegamento diretto con la propria rete sociale rende l'esperimento particolarmente interessante.

Forse proprio in reazione alla mossa di Zuckerberg - notizia di questi giorni - Flipboard ha comprato Zite.

Personalmente, mi trovo molto bene con Zite, manca giusto la possibilità di programmare la condivisione dei contenuti, stiamo a vedere cosa succede dopo l'acquisizione.

Insomma, il feed reader è molto più di un utile strumento, è una tecnologia che apre nuovi scenari per l'informazione e l'accesso ai contenuti. Se poi sei un autore, tenerti aggioranto sulle notizie che toccano i tuoi temi ti aiuta a coltivare la tua presenza online e incontrare persone con i tuoi stessi interessi, quindi tuoi potenziali lettori. Si chiama content curation: cover what you do best, link the rest. Non hai già un feed reader? Procuratelo!

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